Mussolini Jr: «Alla Lazio il mio cognome non pesa, qui sono solo Romano»

Mussolini Jr: «Alla Lazio il mio cognome non pesa, qui sono solo Romano»
di Emiliano Bernardini
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Mercoledì 3 Febbraio 2021, 06:33 - Ultimo aggiornamento: 11:39

Il giorno dopo la eco è stata enorme. Mussolini alla Lazio è rimbalzato ovunque. Romano però è abituato al clamore mediatico. Nonostante abbia solo 18 anni è già grande. Contattato direttamente dimostra grande maturità: «Problemi per l'articolo su Il Messaggero? No, nessuno», risponde serenamente. Così come la mamma Alessandra: «Per noi non c'è stato nessun problema. L'articolo riportava solo fedelmente la verità. Però le ripeto che io sulle cose di mio figlio non voglio entrare». D'altronde è la normale logica di tutte le mamme alle prese con figli 18enni e per giunta calciatori. Il cognome è ingombrante ma lui tiene a chiarire una cosa: «Alla Lazio vengo giudicato solo per come so giocare e non perché di cognome faccio Mussolini». Che poi a dirla tutta il cognome del padre è Floriani ma lui, come testimoniano le distinte di gara, ha deciso di utilizzarli entrambi. In Italia è possibile da di versi anni. La proposta di legge risale addirittura a 40 anni fa. Dicevamo del peso di essere il pronipote del Duce.

Alla Lazio ha trovato un ambiente severo ma giusto. Tutti lo hanno sempre giudicato come Romano (così lo chiamano da sempre i compagni e l'allenatore). E lo testimoniano i due anni in cui non riusciva a trovare spazio. Così come la parentesi di sei mesi in cui venne dato in prestito a gennaio 2018 alla Vigor Perconti. Ha lavorato sodo e ora sta raccogliendo i frutti di quel lavoro. Lo scorso anno titolare nell'Under 17 (14 presenze e un gol, quello del 4-0 nella cinquina rifilata al Pisa), poi il salto nell'Under 18 e le due convocazioni nella Primavera di Menichini: la prima il 23 gennaio, in occasione della sconfitta contro il Milan, la seconda sabato scorso nel ko con la Juventus. Dove, va sottolineato, è rimasto in panchina. Un premio al suo lavoro e un primo assaggio di quello che potrebbe essere. «Spero prima o poi di fare anche l'esordio» ci confida.

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Il tecnico

«Un problema il suo cognome? Non ho mai parlato con i genitori, non si sono mai interessati dell'andamento sportivo del ragazzo. Per me il cognome non influisce, in campo va chi merita. È un bravo ragazzo, faceva parte già del gruppo prima che arrivassi io. È molto bravo a scuola, dimostra grande intelligenza», rimarca Mauro Bianchessi responsabile del settore giovanile biancoceleste. Che poi aggiunge: «Un ragazzo veramente umile, un grandissimo lavoratore che non si è mai lamentato anche se per due anni non ha giocato un minuto. A me piaceva e piace ancora, è un tardivo, un longilineo, e i longilinei arrivano sempre dopo. Secondo me non è ancora pronto ma ha ancora margini di crescita e può uscire un giocatore vero». Sulla questione è intervenuto anche Caio Giulio Cesare Mussolini, pronipote di Benito, nipote di Alessandra e cugino di Romano: «Dato che gioca per la prima squadra della Capitale, sulla maglietta può metterci Romano. Ma cambierebbe poco o nulla. Da laziale, spero comunque che sia davvero bravo e che abbia una lunga e luminosa carriera».

 

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