Conference League, Roma-Cska Sofia 5-1. Mourinho: «Contento del risultato ma non del gioco. Pellegrini? Chiedete a lui se è merito mio»

Conference League, Roma-Cska Sofia 5-1. Mourinho: «Contento del risultato ma non del gioco. Pellegrini? Chiedete a lui se è merito mio»
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Giovedì 16 Settembre 2021, 23:37 - Ultimo aggiornamento: 18 Settembre, 11:00

Esordio a cinque stelle per la Roma di Mourinho in Conference League, che vince divertendo e divertendosi contro un Cska Sofia che mette paura solo per dieci minuti e poi si spegne sotto le magie e i colpi di Pellegrini e compagni, che mettono a rete ben cinque palloni, portando la squadra giallorossa a sei vittorie in altrettante partite in questo inizio di stagione. A fine partita come di consueto ha parlato ai microfoni il tecnico portoghese, che al contrario delle aspettative non è apparso così soddisfatto come lo si poteva aspettare.

 

Le parole di Mourinho dopo Roma-Cska Sofia

Sette titolari nuovi rispetto a Sassuolo, risposte importanti? «Abbiamo un gruppo fortissimo. Se siamo bravi ad essere squadra adesso che vinciamo, dobbiamo essere altrettanto bravi ad esserlo anche quando arriveranno le sconfitte. Sono soddisfatto del risultato, ma non del gioco - dice l'allenatore di Setubal -. Non abbiamo tenuto la palla come ho chiesto nei giorni passati, a centrocampo abbiamo avuto poca intensità e i terzini non hanno spinto abbastanza. Abbiamo perso anche nei duelli difensivi. Non posso dire che abbiamo giocato male, ma non posso dire neanche che abbiamo meritato di vincere 5 a 1, il Cska Sofia meritava di più per come ha giocato. Il salto di qualità di Pellegrini è dovuto a me? Dovete chiederlo a lui, è un giocatore che ha potenzialità super e che può fare tanto. Sta costruendo anche un forte rapporto con i tifosi, è il Capitano di questo club e questo è molto importante. Ha grande empatia con tutti».

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Poi una parentesi sulle scelte iniziali: «Il turnover? La panchina oggi era una super panchina, che mi ha permesso di fare molte cose, già anche all'intervallo. Avere quei giocatori mi dà tranquillità per far giocare altra gente. Tempo fa, un po' velatamente, ho detto chi saranno quelli che ci faranno fare la differenza. Come ho detto che cinque vittorie non sono cinquanta, oggi dico che sei vittorie non sono come sessanta. Stiamo costruendo un'anima di squadra e poi dovremo migliorare tatticamente, però con tranquillità e gioia, mantenendo questo rapporto tra squadra e tifosi. Quando arriva il buio dobbiamo essere pronti per essere ancora più squadra».

 

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