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Mourinho: «Al derby voglio una Roma che vince». Poi la stoccata a Zeman

Mourinho: «Al derby voglio una Roma che vince». Poi la stoccata a Zeman
di Gianluca Lengua
5 Minuti di Lettura
Sabato 19 Marzo 2022, 19:22 - Ultimo aggiornamento: 21 Marzo, 11:02

José Mourinho certifica la presenza di Lorenzo Pellegrini contro la Lazio, il centrocampista ha recuperato dalla febbre e domani sarà regolarmente in campo: «Il derby non è mai una partita uguale a tutte le altre, ha qualcosa in più. Che Roma vorrei? Quella che vince». Poi la stoccata a Zeman che ha definito la Lazio favorita sulla Roma: «Un allenatore con 25 titoli non risponde a uno con due campionati di Serie B. Se mi fate una domanda su Trapattoni o Capello rispondo, ma Zeman…». Ecco la conferenza stampa integrale. 

Che emozione prova in vista del derby? È riuscito a recuperare tutti?

«Tutti recuperati, tranne Spinazzola. L’emozione? È un derby, non è mai una partita uguale a tutte le altre, ha qualcosa in più. In tutta la vita sono stati 20 anni di derby, il primo è quello di Lisbona e l’ultimo quello di Roma. Per questa ragione l’emozione è un deja vu». 

Questo derby può avere qualcosa in più con lo stadio quasi pieno dopo due anni di pandemia?

«L’ambiente è più bello. Ne è stato giocato qualcuno a porte chiuse e non sono stati i derby dei tifosi. Si torna quasi a una normalità, dove quasi si confonde una squadra in casa e una fuori. È più bello, il calcio senza tifosi non è calcio, il derby senza tifosi non è derby».

Zeman ha detto che Lazio è favorita e che il progetto di Sarri è più avanti. Come risponde?

«Il mio commento è che un allenatore con 25 titoli non risponde a uno con due campionati di Serie B. Se mi fate una domanda su Trapattoni o Capello rispondo, ma Zeman…». 

Quanto è importante l’approccio?

«È importante in tutte le partite, non solo nel derby. Quando dico saper resistere dico che nelle ultim 5, 6, 7 partite è stato tutto lì: con l’Atalanta 1-0 per noi, con Udinese e Vitesse 1-0 per loro, con il Sassuolo 2-1, sono state tutte partite con questi risultati in cui se vinci devi avere la forza di reggere il risultato, se stai perdendo devi fare di tutto per avere un risultato positivo. Contro la Lazio all’andata era 3-2 per loro e noi fino all’ultimo secondo abbiamo lottato per un risultato migliore. La nostra squadra, con le sue caratteristiche e i suoi limiti, neanche contro la Juventus che è la partita più iconica di questo potevamo pareggiare anche quella. Se questa squadra ha una caratteristica che mi fa pensare che un risultato migliore è possibile è che c’è sempre, fino alla fine». 

Lei ha giocato 98 derby, qual è quello più passionale che ha vissuto?

«Tutti, perché quando gioco un derby non lo faccio pensando a me stesso, ma a quelli che storicamente danno sangue, da quando sono nati, che lo vivono come tifosi. Ho giocato Benfica-Sporting come allenatore del Benfica e poi contro il Benfica da allenatore del Porto, il derby è il derby e tu ti devi mettere nella posizione non da allenatore, ma nella prospettiva degli altri e gli altri sono le persone più importanti di una squadra di calcio: i tifosi. Non posso scegliere il derby più importante per me, ora è questo. Gioco per i tifosi della Roma. Ne mancano 3». 

Pedro ha segnato nove gol in stagione, tornando indietro lo terrebbe alla Roma? Qual è la versione della fine della sua storia alla Roma?

«Se qualcuno vuole raccontare la storia lo deve fare il direttore. Se ha fatto 9 gol è benissimo per lui ed è benissimo per la Lazio».

Lei è a Roma da nove mesi, c’è qualcosa di Roma che l’ha colpita e non si aspettava?

«La prima cosa che mi ha colpito è l’affetto anche prima di arrivare. Di solito quando una persona arriva in un club, l’affetto è qualcosa che si guadagna dando tutto te stesso per meritarlo. Nel caso mio con la Roma l’affetto è stato anche prima di arrivare, di sudare per la prima volta e prima del primo allenamento. Questa è gente con un cuore speciale che dà affetto senza ricevere nulla in cambio». 

La Roma fa più possesso palla in trasferta che in casa, quale delle due Roma le piace di più? 

«La Roma che mi piace di più è quella che vince. E domani voglio una Roma che vince». 

Come sta Pellegrini?

«È perfetto. Quando vai a casa con la febbre, non di co che sta al 100%, ma nella sua testa è disponibile per giocare. Gioca».

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