Lazio, è Milinkovic il Dio della Dea: il serbo sempre decisivo contro l'Atalanta

Venerdì 18 Ottobre 2019 di Alberto Abbate
Milinkovic, gol decisivo in finale di Coppa Italia
Tre minuti sopra il cielo, la Lazio non può dimenticare né il decollo né l’atterraggio. Milinkovic entra al 79’ contro l’Atalanta e all’82’ scaraventa la palla dentro la porta. Il 15 maggio scorso aveva aspettato quell’istante per più di un’ora in panchina, non era riuscito a recuperare del tutto dall’infortunio alla vigilia. Forse per questo stavolta ha rinunciato alla convocazione della Serbia, si è curato ai denti e si è riposato per essere al top in questa partita. Anche se Sergej per l’Atalanta non sarà certo un’arma segreta. Anzi è la bestia nera: tre gol in sei partite, più l’ultima rete nella finale di Coppa Italia. Chissà se allora riuscirà in questo campionato a metterla per la seconda volta in porta. Si è sbloccato lo scorso 29 settembre all’Olimpico contro il Genoa, è arrivato il momento di far ripartire la conta. Tutti aspettano che si rigonfi pure la sua vena. Anche Lotito, fra le righe, ha lasciato intendere che pretende molto di più da uno con le sue potenzialità. Non a caso, dopo la vittoria contro il Parma, aveva fermato il serbo in zona mista: «Tu sai di essere il più forte, ma serve sempre umiltà». Gli ha adeguato il contratto a oltre 3 milioni, dopo la sua inaspettata permanenza, ma ora vuole la dimostrazione in campo della riconoscenza. Per la Champions, Milinkovic può e dev’essere l’ago della bilancia. 
AIUTO 
Tutto su Sergej, ormai deve reggere le pressioni a 25 anni. Si è accontentato del mercato, Inzaghi, proprio perché è stata una bellissima sorpresa per lui ritrovarsi ancora in rosa Milinkovic. Chiede il suo indispensabile aiuto per i prossimi quattro scontri diretti. Non sono ammessi altri passi falsi per rilanciare le proprie ambizioni. E’ vietato sbagliare domani perché una sconfitta porterebbe ad otto i punti distacco dalla squadra di Gasperini terza in classifica. Un gap che, pur essendo appena l’ottava giornata, sarebbe complicato da recuperare con un calendario tutto in salita. Giusto dunque puntare sul giocatore più importante e riposato della rosa che, fresco di rinnovo fino al 2024 e con lo stipendio più alto insieme a ‘Immobile, ha proprio nell’Atalanta la sua vittima preferita. 
RETROSCENA 
In campionato l’Atalanta è invece la bestia nera dell’ex Inzaghi: nelle ultime due stagioni nessuna vittoria e ben due ko in quattro gare. L’ultima, prima della Coppa Italia, lo scorso anno (1-3 reti di Zapata, Castagne e autorete di Wallace) cancellò le già residue speranze della Lazio. Fu la squadra di Gasperini a prendersi la Champions e, ironia del destino, Inzaghi per un attimo il candidato numero uno a sedersi in panchina al suo posto. In pochi lo sanno, ma Percassi contattò davvero Simone prima della fine del campionato, quando sembrava che il suo tecnico avesse trovato con la Roma un accordo. Tutto saltò quasi all’ultimo minuto, Gasperini decise di firmare il rinnovo orobico e Inzaghi non ebbe nemmeno più il tempo di meditare ulteriormente sul corteggiamento. Altro che Juve e Milan, avrebbe pensato eccome all’ipotesi di tornare a lavorare nell’ambiente più sereno di Bergamo. Invece alla fine si ritrova a Formello, punto e a capo. Lotito, insieme a tutta la squadra, lo ha già rimesso sotto processo. Simone si porta Milinkovic all’appello.  Ultimo aggiornamento: 08:17


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