Milan, senza Europa League si fa dura: ecco cosa rischia

Mercoledì 23 Maggio 2018 di Salvatore Riggio
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Dopo il no al settlement agreement (che si è aggiunto al no al voluntary agreement del 15 dicembre 2017), cosa succederà al Milan? Per i rossoneri si fa dura: andranno alla camera giudicante del Controllo Finanziario per Club dell'Uefa, che è composta da cinque membri e il presidente è un portoghese, José Narciso da Cunha Rodrigues. Questo è il grado di giudizio, che entro il 15 giugno sanzionerà il Milan. Il Milan dovrebbe presentare una memoria scritta e potrebbe essere sentito anche verbalmente. Qualsiasi decisione sarà presa, i rossoneri possono fare appello solo al Tribunale Arbitrale dello Sport, il Tas di Losanna, con una procedura di estrema urgenza. Se il club di via Aldo Rossi sarà escluso dal’'Europa League, allora l’Atalanta sarebbe qualificata direttamente alla fase a gironi (proprio al posto dei rossoneri) e la Fiorentina ai tre preliminari.

LE CONSEGUENZE
Un danno di immagine ed economico senza precedenti. Si può ipotizzare una fuga degli sponsor, magari quelli legati proprio alla qualificazione europea. Non solo, ma anche una fuga dei giocatori più rappresentativi che non vogliono restare senza una competizione continentale. Magari anche a prezzi più bassi del loro valore perché il Milan non avrebbe più una posizione forte nelle trattative, proprio per la mancata volontà del calciatore di restare in rossonero. Se non ci sarà il blocco del mercato, inoltre, il mercato è di fatto già bloccato. Chi sarà il top player che vorrà venire al Milan senza coppe europee? Ma soprattutto, da oggi al 15 giugno (giorno entro il quale l’Uefa comunicherà la sanzione) i migliori giocatori d’Europa si saranno già accasati per non giocare un Mondiale con altri pensieri. Insomma, il futuro del Milan non è di certo roseo.
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