Milan-Lazio, la rissa impunita. C'è l'inchiesta sul caso Acerbi

Mercoledì 17 Aprile 2019 di Alberto Abbate
Finisce a tarallucci e vino la maxi-rissa di San Siro. O meglio, decide di utilizzare il buon senso, il giudice sportivo: multe per tutti, anche per il Milan per gli sputi dagli spalti a Inzaghi, e un’inibizione di due settimane (sino al 30 aprile) per il ds Tare, che aveva avuto parole pesanti e minacciose nel tunnel degli spogliatoi contro la direzione di Rocchi. L’arbitro così sabato sera non aveva annotato nulla del parapiglia nel suo taccuino, il giudice Mastrandrea è stato costretto a basarsi sul referto trasmesso dagli ispettori federali. Le loro segnalazioni dei comportamenti più “gravi” nella lite costano diecimila euro a Bertolacci, Kessie e Musacchio per il Milan, Luiz Felipe e Patric per la Lazio. Stessa ammenda a Lucas Leiva «per aver proferito parole offensive nei confronti dell’addetto stampa della squadra avversaria», si legge nel dispositivo. Nel referto dei procuratori aggiunti Berti, Della Ragione e Portera era stato riportato l’intero virgolettato shock del centrocampista biancoceleste contro Ugo Allevi in sedia a rotelle: «Stai seduto e zitto». Ma ieri mattina il brasiliano era sconcertato a Formello e aveva deciso di smentire subito sui social l’accaduto: «E’ tutto falso, in dieci anni di carriera non mi sono mai permesso di mancare di rispetto a nessuno».
RICORSO
Clemente ma, nel pomeriggio, è pur sempre arrivata la “condanna” del giudice sportivo. Per un discorso anche d’onore, Leiva vorrebbe fare ricorso per ripulire il suo nome. Anche se la Lazio preferirebbe chiudere qui la questione: «Per non alimentare altre polemiche – fa sapere il responsabile della comunicazione Diaconale – e anche in vista della prossima gara di Coppa Italia col Milan, abbiamo deciso di chiudere il caso con le decisioni del Giudice Sportivo». Sulla quale non era stato scritto nulla nei referti. E per la quale – come era da giorni preventivato – Mastrandrea non ha potuto ammettere la prova tv.
MAGLIA
Così la palla è passata al procuratore federale Pecoraro, che ieri ha immediatamente aperto un fascicolo per le indagini supplementari. Il vilipendio biancoceleste non può finire così. Il Milan nei prossimi giorni potrà chiedere alla Procura Federale delle audizioni per i propri tesserati sotto accusa «sui quali si è focalizzata l’attenzione mediatica a scapito di altri episodi avvenuti nella stessa serata -scrive il club rossonero in una nota- e ci auguriamo quindi che l’esito delle indagini non venga condizionato». Pecoraro in 10-15 giorni procederà ai deferimenti e si andrà davanti al tribunale federale: Bakayoko e Kessie rischiano dalla semplice multa alla squalifica. Il problema in questo caso della giustizia è legato alla tempistica: le eventuali pene e sentenze definitive arriverebbero praticamente a fine campionato e potrebbero essere scontate soltanto nel prossimo. Dunque, da questo vergognoso episodio la Lazio (e le altre concorrenti) non ci trarrebbe nessun giovamento tecnico nella corsa Champions. Ma almeno tutto il calcio e l’Italia, come richiesto ancora da Malagò e Giorgetti, avrebbero un buon esempio.
 


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