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Milan, bilancio in rosso: perdite per 195 milioni di euro

Milan, bilancio in rosso: perdite per 195 milioni di euro
2 Minuti di Lettura
Venerdì 9 Ottobre 2020, 14:27

Il Milan chiude il bilancio al 30 giugno 2020 con una perdita record di circa 195 milioni di euro. Lo ha annunciato il club in una nota. Il Cda rossonero, riunitosi oggi, ha approvato i conti dell'ultimo esercizio, pesantamente segnati dagli effetti della pandemia legata al Coronavirus sui ricavi. «Il costante supporto di Elliott, che garantisce la stabilità finanziaria di AC Milan, ha comunque consentito importanti investimenti, i cui effetti inizieranno a essere visibili nel prossimo futuro», spiega la società nel comunicato.

«In una stagione pesantemente segnata dagli effetti della pandemia globale, il Club non è stato immune da impatti negativi sulle proprie performance finanziarie, già fortemente penalizzate dalla situazione ereditata, con un risultato finale dell'esercizio che ha registrato una perdita netta di circa 195 milioni di Euro», prosegue il comunicato del Milan, il cui bilancio sarà approvato dall'assemblea dei soci il prossimo 28 ottobre. «Escludendo l'impatto delle circostanze esogene eccezionali, i risultati dell'esercizio approvato possono considerarsi significativamente migliorati e in linea con le aspettative del Club, impegnato verso la conformità al FFP. Una Società delle dimensioni del Milan - prosegue la nota - richiede tempo per trasformarsi, ma Club e proprietà sono uniti nella fiducia per il positivo percorso intrapreso». Nel dettaglio, l'impatto negativo sul bilancio derivante dallo stato di emergenza riguarda i mancati ricavi dallo stadio, oltre ad aver posticipato nell'esercizio al 30 giugno 2021 una parte dei diritti tv legati alla stagione 2019/20 e al divieto di partecipare all'Europa League per l'accordo con l'Uefa dopo il mancato rispetto delle norme sul Fair Play Finanziario. Oltre agli investimenti di Elliott, per riavvicinarsi all'equilibrio economico il club rossonero ha anche avviato «un'efficace politica di razionalizzazione dei costi, anche attraverso una rilevante riduzione del monte ingaggi dei giocatori e dei salari del top management». 

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