Messi confessa: «Ho pensato di lasciare il Barcellona per il fisco»

Mercoledì 9 Ottobre 2019
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Abituato a sorprendere le difese avversarie con le sue serpentine, stavolta Leo Messi stupisce anche a parole quando racconta che pochi anni fa stava per lasciare il Barcellona e la Spagna per i problemi con fisco. «Lo confesso, tra il 2012 e il 2014 ho pensato di andarmene, per i miei problemi con l'Hacienda», ovvero il Tesoro spagnolo, ha fatto sapere l'asso argentino in una lunga intervista alla trasmissione 'El Mon' della catalana RAC1, in cui il cinque volte Pallone d'Oro racconta di essere stato a un passo dall'addio al Barca, «non per il club ma per la situazione che stavo vivendo. E' stato molto difficile per me e la mia famiglia perché la gente non sapeva davvero cosa fosse accaduto o cosa stesse accadendo. Penso di essere stato il primo indagato». Anni extracalcio difficili, poi risolti con il patteggiamento e la maxi multa versata al Fisco, che però adesso sono alle spalle, tanto che Messi rassicura i suoi tifosi, dicendo loro che la sua intenzione è quella di 'chiuderè la carriera con la maglia blaugrana addosso.

«Anche se non si può mai dare niente per assoluto - le parole di Messi - l'idea mia e della mia famiglia è quella di vivere per sempre a Barcellona e finire qui la carriera. Qui io sto bene e la mia famiglia si trova bene in città. Il rinnovo? Al momento non c'è nulla ma mi sono sempre tenuto ai margini delle trattative, perchè non abbiamo mai avuto problemi, è sempre stato tutto molto semplice. Se mi vogliono la mia idea è sempre quella di restare qui e non è cambiata», aggiunge Messi che non anticipa nulla sul ritiro: «Ogni anno vedo come sto e cerco di capire se posso continuare. Ho ormai un'età in cui si inizia a fare fatica, ma è una cosa normale. Potrei dire che arriverò a 35-36 anni e a quel punto magari non potrò più muovermi». Guardando indietro, Messi confessa che i momenti migliori della sua vita calcistica sono diversi, «perché ho avuto la fortuna di viverne molti e in diverse fasi della mia vita. Penso che l'era Guardiola sia stata una delle migliori come giocatore e come tutto», mentre il momento peggiore «tra il 2013 e il 2014. Sono stato infortunato anche due o tre mesi, poi sono andato in Argentina per riprendermi».

Nessun dubbio invece sui migliori tecnici avuti in carriera: «Guardiola. Pep è il migliore di tutti e poi Luis Enrique, molto vicino», aggiunge l'argentino che poi parla della stagione in corso, del suo amico Neymar e del suo rivale Cristiano Ronaldo. «Il Barca ha sempre avuto un progetto vincente negli ultimi anni e se in Champions non è andata bene nelle ultime stagioni è stato per colpa nostra, per come abbiamo giocato a Roma e a Liverpool», dice la 'Pulcè che fa sapere che «Neymar ho temuto che questa estate andasse al Real. Non so se la società abbia fatto tutto il possibile per riprenderlo, è una cosa che non mi riguarda. So che c'erano dei contatti. Credo però che si Neymar sia pentito di essere andato via. Per il futuro non escludo nulla, né che torni al Barca, né che vada al Real, nel calcio può succedere di tutto», sottolinea il fenomeno argentino che dedica un pensiero all'eterno rivale CR7: «Cristiano Ronaldo mi manca - confessa - mi sarebbe piaciuto se fosse rimasto al Real, era una rivalità in più anche per il Clasico».

Ultimo aggiornamento: 16:50


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