Mercato, le pagelle: Roma e Lazio se la possono giocare, l'Inter tiene botta. Disastro Juve

Mercato, le pagelle: Roma e Lazio se la possono giocare, l'Inter tiene botta. Disastro Juve
di Andrea Sorrentino
7 Minuti di Lettura
Mercoledì 1 Settembre 2021, 07:30 - Ultimo aggiornamento: 17:35

Doveva essere un mercato di vacche magre, e in effetti ci sono pochi nomi in neretto nelle formazioni ideali del nuovo campionato, e quasi sempre perché si è dovuto rimpiazzare chi se n’è andato per lidi più ricchi. Ma a parte il Psg, che ha soffiato alla Liga i capitani di Madrid e Barça e ha pescato altre perline qua e là, neppure il mercato internazionale ha vissuto un’estate di particolare splendore, anzi in Spagna sono in gramaglie molto più di noi. Intanto l’ultimo vero colpo in serie A, Zaccagni alla Lazio, è uno dei più notevoli: per trovare un altro trasferimento illustre di un calciatore italiano bisogna andare a Locatelli-Juve, mentre Caputo dal Sassuolo alla Samp sposta equilibri solo in basso.

La Juventus al tempo stesso è tra quelle più indebolite per l’addio di Cristiano Ronaldo e per un certo palpabile smarrimento, insieme all’Inter che ha perso la pietra angolare Lukaku e il turbo Hakimi, e al Milan che è stato abbandonato da Gigio. La Premier League ci ha soffiato Lukaku, Cr7, Romero e Tomiyasu, la Liga De Paul, la Francia Donnarumma e Hakimi, mentre noi in Albione abbiamo pescato esuberi e seconde linee che potremmo far fruttare bene: Abraham, Giroud, Rui Patricio, Felipe Anderson, Kean e Anguissa. L’estate ci lascia innegabilmente un campionato potenzialmente più equilibrato in alto, per effetto dei nuovi ingaggi anche in panchina. La Roma è senza dubbio più forte con Mourinho, Abraham, Shomurodov e il ritrovato Zaniolo; la Lazio pure, con Sarri, Zaccagni, Basic e Felipe Anderson. Non hanno rose profondissime, e hanno perso attaccanti come Correa e Dzeko anche se pensano di averli adeguatamente sostituiti, sognare è lecito e ogni tanto non fa male.

Il Napoli non ha ceduto nessuno e in più ha Spalletti, oltre al perticone Anguissa e la variabile impazzita-Ounas. Il Milan in qualche modo ha messo su una rosa all’altezza, mentre nemmeno l’Atalanta si è indebolita nella sostanza. Le distanze insomma sembrano accorciate, c’è gloria potenziale per ognuna delle sette pretendenti allo scudetto. Andiamo verso un campionato gustoso, molto decideranno le intuizioni e la sapienza degli allenatori.

Ecco le pagelle delle "7 sorelle"

ROMA 7
Non si può non rendere merito a chi ha investito quasi 100 milioni in una sessione e prima di partire aveva ingaggiato Mourinho per la panchina. Quello della Roma dà l’idea dello sforzo massimo per programmare miglioramenti e renderli reali. Sarebbe stato un mercato da 8 se fosse arrivato il centrocampista di lotta e governo invocato da José, che invece ora dovrà industriarsi con quelli che ha, e da 9 con un difensore in più. Intanto però ha un portiere più bravo dello scorso anno e un terzino come Viña, diverso da Spinazzola ma magari più affidabile in assoluto sul piano della tenuta atletica. Lasciati andare Dzeko e Pedro a costo zero, anche se a rivali dirette o direttissime, si sono spesi soldoni per i giovanotti Abraham e Shomurodov, e dalle prime uscite non sembrano follie, anzi.

LAZIO 7
Dal consueto bilancino del farmacista, chez Claudio Lotito, esce fuori un mercato interessante, impreziosito dal colpo finale di Zaccagni, e iniziato col sofferto ma inevitabile ingaggio di Maurizio Sarri. Che chiedeva più qualità offensiva anche considerato l’addio di Correa e l’ha ottenuta, con Felipe Anderson in primis, poi con Pedro, la cui continuità di rendimento è però tutta da valutare. Zaccagni è il jolly offensivo di grande gamba che mancava, e potrà giocare anche da intermedio di centrocampo, non solo in attacco. Poi è arrivato Basic, che ha le qualità per far bene o benissimo in serie A. Sono mancati invece i colpi o i colpetti che avrebbero migliorato la difesa, peccato. Ma dal punto di vista dei conti, Lotito felix: ha speso meno di quanto ha incassato.

MILAN 6,5
Donnarumma e Calhanoglu hanno scelto loro di andarsene, il Milan poteva ben poco e li ha accompagnati all’uscita. Semmai colpisce il fatto che due dei migliori della rosa abbiano deciso di salutare: forse, visto da dentro, il club non ispira tutta questa fiducia per il futuro. Il portiere Maignan è arrivato subito, ed è una buona alternativa a Gigio. Veloce anche l’ingaggio di Giroud, che se rimarrà in buona forma può fare la differenza in serie A. Molto denaro è stato speso per i riscatti di Tomori, Tonali e Brahim Diaz, eppure bisognava rimpolpare la rosa in vista della Champions: in ordine sparso Florenzi e Pellegri, Bakayoko e Ballo Touré, fino all’ultimo colpettino Messias, possono essere scommesse vincenti, magari non avranno tutte successo ma ne bastano un paio e i conti torneranno.

INTER 6
La proprietà cinese ha da tempo iniziato la exit strategy, quindi si sapeva che sarebbe stato tempo di vacche magre. L’uno-due di inizio mercato poteva mandare la Beneamata ko, ma alle cessioni di Hakimi e Lukaku, la cui inevitabilità aveva indotto Conte alla fuga, si è cercato di rimediare con la sapienza di Beppe Marotta e un piccolo aiuto da Roma e Lazio: praticamente Correa e Dzeko sostituiscono Lukaku, che in questo momento dunque ne vale due. Però Dumfries non è all’altezza di Hakimi. All’altro trauma estivo, quello del malore di Eriksen, si è posto un argine con il presunto omologo Calhanoglu, che però non ha la stessa nobiltà a livello internazionale. Si sono difesi, hanno reagito alle avversità e all’improvvisa povertà, anche se forse l’organico ha perso qualcosa.

ATALANTA 6
Alle sterline della Premier League non si comanda, quindi cedere Romero per 50 milioni non sarà stato neppure un grande dolore, anzi. Lo hanno celermente rimpiazzato con Demiral, e starà a Gasperini colmare il gap, di solito ci riesce, magari anche Lovato dall’Hellas. L’incauto Gollini è stato rifilato anche lui al Tottenham di Paratici, e in cambio è arrivato Musso dall’Udinese, quindi in teoria vanno a star meglio. Con Zappacosta si cercherà di dare alternative per le fasce, dove si chiedono grossi sforzi atletici. Ha l’aria di un bel colpo quello dell’olandese Koopmeiners dall’Az Alkmaar, medianone con fisico, personalità e gran sinistro. Però cercavano alternative in attacco, visto che Ilicic non dà più garanzie, e non è riuscito il colpo di Zaccagni: è arrivata prima la Lazio.

NAPOLI 5,5
Il malumore di De Laurentiis per quella Champions sfumata all’ultima giornata è durato tutta l’estate, e non ha concesso spazio ai sogni, o forse non ha potuto alimentarli per mancanza di fondi. E’ stato un mercato impalpabile, per non dire inesistente. Va a finire che la vera impresa è stata non perdere il malmostoso Insigne (anche se poi di offerte serie per lui non v’è stata traccia) e Koulibaly, oltre a trattenere quel bel tomo di Petagna, che segna e fa gestacci come a Genova, e tornerà buono negli scampoli e nelle emergenze, anche se vuole di più. Il vero acquisto, si dice in questi casi, è l’allenatore Spalletti, che ha iniziato a edificare il muro difensivo. Alla fine a centrocampo il rinforzo è arrivato e avrà spazio, perché dei muscoloni di Anguissa ci sarà sicuramente bisogno.

JUVENTUS 4,5
È l’estate dello scontento juventino, del grande imbarazzo, o del bilancio stremato: l’operazione-Ronaldo ha aspirato ogni risorsa. Così ci vogliono oltre due mesi per venire a capo dell’acquisto di Locatelli, uno che non cambierà il volto della Juventus, e nel mentre si ingaggia solo l’imberbe brasiliano Kaio Jorge. Poi la cessione di Cristiano, traumatica più per i conti che per squadra e dirigenti, tanto da un pezzo avevano tutti deciso di scaricare Cr7. Però il Manchester United lo acquista per appena 15 milioni, con minusvalenza di 14 per la Juve, e al suo posto arriva Kean, che costerà 38 milioni: due anni fa era stato venduto per 27. Disastro. E a centrocampo non arrivano altre novità. Mercato in passivo e organico indebolito. L’effetto-Allegri è evaporato subito.

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