Mattarella premia De Biasi: è Cavaliere dell'Ordine della Stella d'Italia

Martedì 7 Febbraio 2017
Il tecnico della nazionale albanese di calcio, Gianni de Biasi, è stato premiato dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per il suo lavoro in Albania. In una cerimonia svoltasi alla residenza dell'ambasciatore italiano a Tirana, Alberto Cutillo, al ct italiano è stato consegnato l'«Ordine della stella d'Italia» nel grado di Cavaliere «per aver contribuito a rafforzare ulteriormente i legami di amicizia tra i due Paesi e a promuovere l'immagine dell'Albania all'estero, dimostrando sempre un genuino interesse ad approfondire la propria conoscenza della storia e della cultura albanese».

De Biasi ha fatto la storia del calcio albanese, mentre la nazionale del Paese delle Aquile per la prima volta lo scorso anno ha partecipato alle finali degli Europei. «Gianni è riuscito prima della politica a portare l'Albania in Europa», ha osservato Cutillo. Soddisfatto e sorpreso De Biasi di «questa onorificenza che mette in risalto il lavoro fatto da un italiano in Albania. È una motivazione in più per avvicinare questi due popoli divisi solo da una striscia di mare e che per certi aspetti si assomigliano in molte cose», ha sottolineato.

Presente alla cerimonia, il premier albanese, Edi Rama. «Siamo tutti orgogliosi, perchè Gianni è anche un nostro concittadino», ha detto Rama ricordando il fatto che De Biasi ha ottenuto anche la nazionalità albanese. «Un grande uomo che abbiamo temuto di perdere quando Conte ha lasciato la panchina della nazionale italiana. La scelta però è stata un'altra e noi ci siamo tenuti l'allenatore migliore», ha ribadito Rama. Ed è con la nazionale italiana che il Cavalier De Biasi dovrà fare i conti il prossimo 24 marzo, nella partita del Girone G, valida per le qualificazione ai Mondiali 2018. «Io lavoro per l'Albania e faccio di tutto perchè possa vincere questa partita - ha detto De Biasi all'agenzia Ansa - Sappiamo che non è facile, ma tutte le cose sono difficili prima che diventino facili, perciò dobbiamo fare in modo di avere una condizione fisica e tattica da mettere in difficoltà gli avversari che hanno più qualità di noi».
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