La madre di Ciro: «Dolore per quegli striscioni, tra chi li ha esposti c'è chi ha organizzato l'agguato del 3 maggio»

Lunedì 6 Aprile 2015
«Ho provato un grande dolore, la parola "lucrare" io non la conosco nemmeno. Poi però mi sono sentita più forte. Ho capito che quelle persone vorrebbero che io non andassi avanti, invece io andrò avanti». Così la signora Leardi, madre di Ciro Esposito al Processo del lunedi» sugli striscioni apparsi all'Olimpico durante Roma-Napoli.



«Quegli insulti li avevo già ricevuti via internet - ha spiegato la signora in collegamento da Napoli - mi erano familiari, sono le stesse persone che hanno organizzato l'agguato del 3 maggio perché in mezzo a quegli striscioni ce n'era uno che sosteneva De Santis», ha aggiunto la signora Leardi aggiungendo che la cosa che più le ha fatto male è stato leggere la parola "lucro".

«E una parola che non conosciamo - ha spiegato la mamma di Ciro Esposito - noi siamo persone semplici che con grandi sacrifici abbiamo tirato su i nostri figli. Poi però mi sono rafforzata, ho pensato che quelle persone non vogliono che io vada avanti, ma io vado avanti lo stesso».



La signora Leardi ha ribadito
«che i proventi del libro andranno all'associazione "Ciro vive", che si muove già in tutto il mondo portando parole di serenità e di pace. Certamente i proventi saranno devoluti a vari ospedali e vari progetti». Ultimo aggiornamento: 23:17


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