Lotito esalta Sarri : «Ci porterà in alto. Inzaghi? Vedremo chi resisterà più a lungo»

Lotito esalta Sarri : «Ci porterà in alto. Inzaghi? Vedremo chi resisterà più a lungo»
di Daniele Magliocchetti
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Giovedì 2 Settembre 2021, 17:49

Incantato e affascinato è dir poco. Lotito si gode Sarri e la Lazio che sta nascendo. Le prime due giornate il presidente si è stropicciato gli occhi, quasi a non credere che le cose già potessero funzionare così bene, con una squadra che ha ancora margini di miglioramento. Il presidente parla a trecentosessanta gradi con tono euforico, ma al tempo stesso resta coi piedi ben saldi in terra. «Possiamo competere alla pari con tutti, Sarri è un maestro di calcio e farà crescere questa squadra», dice con tono fiero e sicuro il numero uno del club biancoceleste.

Sugli obiettivi e sull'andamento del mercato dall'inizio alla fine, Lotito non si esprime e guarda avanti: «Gli obiettivi non si reclamano, si raggiungono. Io non ho mai fatto proclami, parleranno i fatti e il campo, ma siamo fiduciosi. Io nella vita sono stato in silenzio, non ho detto nulla, non ho parlato mai. Poi non sta a me giudicare quello che ho fatto, inteso come società, se è giusto o non è giusto, se è corretto o se non è corretto, se ho lavorato bene o se ho lavorato male. Questo vale per tutti e vale per tutte le posizioni e per tutti i ruoli. Ai posteri l’ardua sentenza».

Lotito tra Sarri e Inzaghi

Dall'arrivo di Sarri all'addio di Inzaghi, anche qui il presidente dice la sua, anche se c'è la sensazione che sul passato un po' si tenga. Vorrebbe dire qualcosa di più, ma probabilmente è comunque legato o forse ancora ferito dal precedente allenatore. «Ho un buon rapporto con Sarri, lo considero una persona di qualità, una persona per bene, quindi il rapporto è buono. Inzaghi l’ho visto crescere, Sarri lo conosco da poco. C’è comunque un grande rapporto di rispetto reciproco. Io non ho mai fatto valere il mio ruolo di presidente nei rapporti di lavoro. Una struttura si governa con l’autorevolezza e non con l’autorità per quanto mi riguarda. E il rispetto delle persone lo riceve in base all’autorevolezza che dimostra: se uno è autorevole e si comporta correttamente riceverà tutto il rispetto che merita. Io posso valutare il lavoro delle persone, non entro mai nella sfera privata. Entro nella qualità del lavoro che svolge e posso dire che Sarri è un grande lavoratore ed è un lavoratore di qualità».

Si tiene su Inzaghi, anche se c'è meno miele, come è normale che sia: «Nella vita ognuno raccoglie quello che semina. Questo non vale per me perché pensavo di raccogliere in un modo diverso. Prendo atto dei comportamenti della gente, ma non ne faccio mica un dramma. Tutti sono utili e nessuno è indispensabile, quindi non è un problema. Lui continuerà a fare l’allenatore, io continuerò a fare il presidente. Vedremo poi alla fine chi rimarrà nel sistema più a lungo».

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