Lo Scalo si carica, il ds Albanesi:
«Coppa Italia da portare a casa»

Martedì 4 Febbraio 2020 di Alessandro Monteverde
Si avvicina l'atto conclusivo della Coppa Italia di Eccellenza. Domani pomeriggio il campo Angelo Sale di Ladispoli sarà teatro dell'attesissima finale tra Real Monterotondo Scalo e Villalba. Umori diversi albergano intorno alle due squadre. Se in casa Villalba c'è ottimismo per gli ultimi risultati positivi ottenuti in campionato, dalle parti eretine bruciano le due sconfitte in campionato, l'ultima contro la Tivoli costata il primato ai rossoblu.

A tenere le fila, alla vigilia del match, arrivano le parole del Direttore Sportivo Riccardo Albanesi che ha rimarcato nelle sue parole la voglia della società di portare a casa un trofeo importante: «Giocare una finale è un evento che non capita sempre, quindi siamo molto felici per essere arrivati a giocarci una finale e abbiamo voglia di vincere questo trofeo proprio perchè storico. Nelle ultime due partite abbiamo raccolto di meno di quanto dimostrato sul campo, è sicuramente l’occasione per “dimenticare” la sconfitta di domenica e ricaricarci anche mentalmente. Per quanto riguarda il primato siamo stati in testa praticamente dall’inizio, siamo a tre punti ed il campionato è lungo, di nostro abbiamo la consapevolezza di essere forti».

Una certezza  che non ha scalfito l'umore della squadra: «Lo spogliatoio è tranquillo. I ragazzi sanno di essere un gruppo con tante qualità e spessore, c'è voglia di rialzarci tutti insieme e ricominciare a raccogliere i frutti del nostro lavoro come abbiamo fatto fino a due partite fa". Di fronte ci sarà un avversario tosto, forse inaspettato per lo Scalo: "E’ comunque una finale, come ci siamo arrivati noi lo hanno meritato loro quindi sicuramente sarà una partita dura. Dobbiamo affrontarla con calma e consapevolezza,è ovvio che vogliamo vincere. L’importante, a fine partita, sarà aver dato tutto»". Infine l'augurio...«Spero di vedere molta gente al nostro seguito e ovviamente vincere la Coppa per tutti i sacrifici che fanno la società, lo staff,e i giocatori perchè se è vero che siamo dilettanti, questo sport ti porta comunque a delle rinunce e per noi sarebbe il primo coronamento di un sogno».


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