Lippi: «Da Mancini grandi segnali di cambiamento. Tra Inter e Juve le solite punzecchiature»

Lunedì 16 Settembre 2019
Marcello Lippi benedice Roberto Mancini. L'ex ct azzurro campione del mondo e oggi alla guida della nazionale cinese, elogia l'attuale commissario tecnico dell'Italia. «Sta dando -ha detto ai microfoni di Radio anch'io sport- un grande segnale di cambiamento, ha cominciato un nuovo lavoro in un momento di grande difficoltà». Lippi ha apprezzato soprattutto la chiamata in nazionale di «giovani che non erano stati utilizzati in campionato dai loro club o in Champions. Il messaggio più importante oggi l'ha dato il ct. Io potevo scegliere in campionato su un 60% di giocatori italiani, lui deve farlo su una quota del 40%, ma le mamme italiane sono state brave e i ventenni di oggi sono ottimi giocatori». Ma anche nel campionato italiano si muove qualcosa: «si vedono squadre che cercano di proporsi, di giocare,si vede una voglia di migliorare e essere più propositivi».

«In questo inizio di campionato non vedo niente di diverso dal solito. Le punzecchiature tra Inter e Juve, i rendimenti altalenanti». Così Marcello Lippi a Radio anch'io sport, «certi risultati sono addebitati a una carenza di giocatori, invece sono dovuti a carenza di condizione e di lavoro». Quanto alla Juve, Lippi dice: «a Firenze non è piaciuta ma non dobbiamo pensare negativo, un'ora di gioco non fa testo». E quanto al tecnico Sarri: «magari non si aspettava a inizio di campionato di dover gestire una rosa così numerosa, lui che a Napoli aveva i titolarissimi. È una cosa un pò difficile, ma non credo siano questi i problemi. C'è stima reciproca con la società e una predisposizione mentale a sapere che cambiare modo di gioco e di allenarsi è una cosa che richiede tempo, e tutti i giocatori devono entrare in condizione». Sul tecnico dell'Inter: «Conte è un trascinatore, lo era anche da giocatore, lui vede la squadra come una realtà unica in cui tutti sono a disposizion
Ultimo aggiornamento: 11:00
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