Lazio, Milinkovic-Savic: un gigante di classe cristallina

Foto ROSI
di Emiliano Bernardini
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Lunedì 26 Febbraio 2018, 10:00

dal nostro inviato REGGIO EMILIA - Un gigante. Sergej Milinkovic una spanna sopra tutti. Fisico, qualità e quantità. Inzaghi sorride. Il serbo, a riposo in Europa League, è il protagonista della vittoria contro il Sassuolo. Prima calcia a giro da fuori, poi di testa sigla la sua personale doppietta. La terza in stagione. Nove gol complessivi in campionato per il serbo che si avvicina sempre più al record di 12 di Candreva. Vederlo danzare in campo fa bene agli occhi. Piedi da funambolo su un fisico da centravanti vecchio stampo. Senza Luis Alberto e con un modesto Sassuolo, Sergej
 
ha più libertà di attaccare. Sgravato da “noiosi” compiti di copertura il serbo dà prova di tutte le sue abilità. Con la palla al piede è quasi impossibile fermalo. Sa di essere tra i migliori al mondo e non lo nasconde di certo. Anzi, per carattere lo sottolinea ancor di più. Palla sotto la suola, colpi di tacco, tunnel e giocate no-look. Belli da vedere ma non sempre efficaci. La sua strafottenza manda in estasi i tifosi laziali ma spesso fa arrabbiare Inzaghi.

STRAFOTTENZA E CONCRETEZZA
Il tecnico lo vorrebbe più concreto. Sergej è così: prendere o lasciare. Questione di Milinkocrazia. Il potere che il serbo ha instaurato a centrocampo. E’ il leader tecnico dello spogliatoio. «Avevo detto che avremmo avuto tre partite che andavano giocate come tre finali, abbiamo vinto questa e adesso ci prepariamo per le altre due. Siamo venuti al Mapei dopo due vittorie ed era importante vincere anche col Sassuolo per prendere fiducia» sottolinea il centrocampista.

VANITOSISSIMO ME
Classe 1995 è di sicuro tra i diamanti più brillanti d’Europa. Fa girare la testa a tante squadre disposte a fare follie pur di avere quel “Sergente” alto un metro e novanta. Sa di piacere a tutti e gonfia il petto quando qualcuno glielo dice: «Valgo tanto? Io non guardo queste cose, è bello che parlino di me, io però sono qui e penso a far bene con la maglia della Lazio, poi si vedrà. Sono a 9 gol ora, spero di arrivare a dieci». Questione di stimoli perché Milinkovic ha bisogno di spostare l’ostacolo sempre più in alto. Si sfrega i palmi delle mani il ds Tare che sa di aver messo a segno un grandissimo colpo di mercato. Una miniera d’oro per la Lazio. Ma questo non è il momento di parlare di mercato: «Settanta milioni per Milinkovic? É una cifra sbagliata. Abbiamo ricevuta un’offerta simile questa estate ma abbiamo rifiutato. La Lazio per noi deve essere un punto di arrivo, dobbiamo ancora crescere, se ci sarà qualche cessione sarà solo per migliorare» sottolinea il ds che poi rivela: «Real Madrid? Nessun contatto per Milinkovic».

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