Lazio, Sarri: «Voglio un'altra punta»

Lazio, Sarri: «Voglio un'altra punta»
di Alberto Abbate
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Lunedì 22 Novembre 2021, 00:33

Di bianco vestito, la mascherina fissa sul “muso”. Sarri è nero e sconsolato. È l’ultimo a entrare in campo e il primo a uscire nell’amichevole organizzata ieri per Papa Francesco a Formello. Accenna mezzo sorriso, ironizza su Immobile in versione arbitro, assiste ai primi tre gol della sua squadra “World Rom”. Ne sarebbe bastato uno contro la Juve sabato sera all’Olimpico. Riemerge il solito pensiero, forse per questo dopo appena 20’ Maurizio abbandona la panchina, mette la cicca in bocca e si dirige pian piano dritto dentro lo spogliatoio. Sparito in una nuvola di fumo. Prima di pranzo però s’era già sfogato con Tare e Lotito, ha bisogno d’aiuto. Ora ha un chiodo fisso, la priorità diventa un vice-Immobile per gennaio: Erik Botheim è un obiettivo vero. Il ds sta lavorando sul 21enne norvegese del Bodo, in scadenza fra un anno e quindi con un costo ridotto. La Lazio non può permettersi di spendere troppo e oltretutto cerca sempre giocatori che possano svecchiare la rosa con l’età media più alta (29 anni e 72 giorni) del campionato. Per entrambi i motivi, è molto più difficile puntare su Joao Pedro, 29enne del Cagliari, nonostante lo spiccato senso del gol e la sua voglia di mostrarsi in un grande club per conquistare l’azzurro. Tare ha anche altri profili sul taccuino, ma guarda sempre all’estero. E Sarri ora non può permettersi di gestire eventuali difficoltà di ambientamento. Serve uno pronto per la stagione in corso. 

BOCCIATO VEDAT

Stavolta non si può sbagliare il colpo. E, oltretutto, bisogna prima piazzare Muriqi in prestito. È l’investimento più caro dell’era Lotito (quasi 20 milioni), va trovato il modo di rilanciarlo per poi rivenderlo, senza minusvalenze a bilancio. Magari proprio nel campionato turco, dove era sbocciato. Il Fenerbahce è disponibile a riprenderselo, ma vorrebbe che la Lazio partecipasse all’ingaggio. Vedat si dice ormai «mentalmente morto» perché alla lettura delle formazioni viene sempre fischiato e, dopo Inzaghi, anche Sarri lo ha bocciato senza più nasconderlo. In assenza d’Immobile, con la Juve prima Pedro falso nueve, poi in corso Felipe Anderson. Quando Muriqi entra nel secondo tempo, è già demotivato: di testa, prima buca la torre perfetta di Milinkovic perché salta in ritardo, poi si lascia anticipare da De Ligt nell’azione che avvia il contropiede di Chiesa e porta al rigore del raddoppio bianconero. 


PORTIERE E TERZINO
A proposito: a Sarri non è sfuggita nemmeno la scelta di Reina in quella circostanza. Il tecnico deve risolvere anche il nodo in porta, ma per quello può aspettare giugno quando Strakosha andrà a scadenza, e probabilmente al Newcastle. In un vertice di mercato, Lotito e Tare hanno chiesto a Sarri quali siano le sue esigenze immediate, deve fare una cernita in base alle disponibilità economiche della società. Il mister adesso, con la rinascita di Luis Alberto, l’esplosione di Cataldi e Basic in crescita, potrebbe anche rinunciare alla mezzala. Difficilmente verrà accontentato sul centrale, ma chiede un terzino sinistro in difesa. Marusic (oggi nuovo tampone, finisce la quarantena in Serbia) e Hysaj sono adattati su quella fascia, può tornare di moda Fabrizio Angileri (River). Con soli due acquisti però Sarri mette anche il club di fronte a una scelta. Con gli uomini a disposizione non si possono sostenere tre competizioni, bisogna rinunciare all’Europa, lo ha detto chiaro e tondo sabato in conferenza: «Cercheremo di vincere a tutti i costi contro la Lokomotiv Mosca, ma non possiamo andare avanti così ogni tre giorni con questa rosa».
L’APPOGGIO DI REJA
Ieri al Fersini in panchina c’era anche l’ex Reja, attuale ct dell’Albania, che concorda: «Ora ci sarà la gara di Mosca e poi il Napoli. Giocare il giovedì è sempre logisticamente complicato, consiglio a Sarri di lasciar perdere l’Europa (ride, ndr). Per essere competitivo su entrambi i fronti occorrono rose profonde, si gioca sempre ogni tre giorni, anche considerando gli impegni delle Nazionali, e con la Juve ha pesato troppo l’assenza di Immobile sotto porta». Lo dice uno che nel centro sportivo biancoceleste, grazie a un bomber infallibile, ha ancora una targa per una storica stracittadina: «Vincere il derby al 93’ con il gol di Klose è stata la più grande soddisfazione della mia carriera». Sarri al primo colpo ha già battuto la Roma, ma guarda molto più in là. Con precise garanzie tecniche, è pronto a firmare il rinnovo sino al 2025 proprio perché vuole pian piano portare la Lazio in cima alla Serie A. 

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