Lazio, Sarri rilancia Milinkovic e aspetta Luis Alberto

Lazio, Sarri rilancia Milinkovic e aspetta Luis Alberto
di Alberto Abbate
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Martedì 19 Ottobre 2021, 06:43

Ora ha pure il baffo da sparviero. Spalanca le ali, vola sotto la Sud, rapina la palla in area e la mette dentro. Milinkovic con l’Inter cattura il successo. Non riesce a fermarlo nemmeno il gigante Skriniar, non proprio un fuscello. Sergej va in terzo tempo, non indietreggia un centimetro, nemmeno quando il centrale nerazzurro prova ad abbatterlo. Segna e chiude il match al novantunesimo. «Attaccatevi…», sembra mimare col braccio. Così l’Inter accusa anche lui di mancanza di rispetto. Sfacciato, cattivo. Eppure a Formello vorrebbero vederlo sempre con questo cinismo. Perché talvolta Milinkovic è un fenomeno che si specchia e non sfrutta il suo strapotere fisico e tecnico. Era successo, per esempio, a Bologna dove Sarri lo aveva sostituito dopo 13’ del secondo tempo. Il mister furioso con il serbo e Luis Alberto: «Sono poco disposti al sacrificio». Sergej risponde dopo la sosta in campo e poi subito dopo il trionfo: «Spero che ora l’allenatore sia contento, abbiamo lottato e corso come ci aveva chiesto. Ha ragione quando dice che siamo una grande squadra e non possiamo funzionare solo con le big o nel derby. Pure con le piccole serve lo stesso atteggiamento». Anche se per Milinkovic è sempre più facile con l’Inter, un appuntamento fisso: quinto centro, solo con l’Atalanta in serie A ha lo stesso bottino. Adesso però sono addirittura 50 tondi i gol con la maglia della Lazio: ne manca uno e raggiungerà Pavel Nedved, il centrocampista più prolifico della storia della Lazio. 

INQUIETUDINE 

Bacio alla nuca di Luis Alberto, autore della punizione per il suo terzo gol e secondo assist-man (dietro Barella a quota 5) di questo campionato. Lo spagnolo entra in campo col piglio giusto al 66’, ma ora c’è più di un indizio che Sarri si riferisse al numero 10 nella conferenza alla vigilia del big match di sabato: «Per cambiare mentalità non bisogna fare concessioni a nessuno, al di là del nome e dell’importanza che riveste nello spogliatoio». Così, a sorpresa, non c’è il nome di Luis Alberto nella formazione ufficiale anti-Inter un’ora prima del fischio d’inizio. Scelta tattica per avere in mediana maggior equilibrio. Nella ripresa, però lo spagnolo entra dalla panchina e ribalta l’incontro. Cambio risolutivo, voluto, non fortunato. La Lazio segna il pareggio e Sarri sfrutta la psicologia del momento. Inter travolta dalle giocate di Luis Alberto, che ieri pranza con Escalante e Pedro, ma non si vede poi nel pomeriggio in allenamento con chi nell’ultima sfida non ha giocato o è subentrato. Luis Alberto si ferma per un dolorino al ginocchio. Resta a riposo, acciaccato, ma anche un po’ inquieto per non aver giocato dall’inizio, dopo aver passato due settimane a sudare - a differenza dei nazionali rientrati all’ultimo - a Formello.

GIUDICE SPORTIVO

Sembra tornato qualche tormento, va sgombrato subito. Sarri ci prova da sabato: «L’obiettivo dev’essere la solidità del centrocampo. Giocavamo contro una squadra molto fisica e quindi ho messo Basic, che ha dinamismo ed è aggressivo. Luis Alberto per me rimane un giocatore determinante e infatti lo ha dimostrato». C’è la sua pennellata nella quinta rimonta di questo campionato e anche negli 11 punti conquistati da situazioni di svantaggio. Nessun altro in Serie A ha fatto meglio. Sorpasso significativo sull’Inter a quota 10, scavalcata proprio nello scontro diretto all’Olimpico. Questo successo può insomma rappresentare una svolta per il futuro, battere Inzaghi (il passato) per Sarri può essere davvero un passaggio simbolico. Come portare entrambi gli ex pupilli di Simone, Milinkovic e Luis Alberto, al servizio del proprio credo. Intanto la Lazio attende oggi la decisione su Luiz Felipe del giudice sportivo. Se saranno comminate per «condotta violenta» due giornate di stop, è pronto il ricorso perché - secondo il club capitolino - sono state applicate due misure diverse dall’arbitro Irrati in campo, con Dumfries e Handanovic soltanto ammoniti dopo aver strattonato e spinto Felipe Anderson.

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