Lazio, Sarri e Lotito rilanciano un nuovo Luis Alberto

Lazio, Sarri e Lotito rilanciano un nuovo Luis Alberto
di Alberto Abbate
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Giovedì 11 Novembre 2021, 00:03

Con questo Mago può bollire di tutto in pentola. Stavolta però Sarri e Lotito sperano di aver trovato la pozione giusta. In ritiro hanno chiuso Luis Alberto in una stanza e, a sorpresa, rieccolo titolare contro la Fiorentina. Dopo tre partite consecutive (Inter, Marsiglia e Verona) in panchina, è iniziata un’altra risalita. Lo spagnolo ha ricominciato a correre a cento all’ora, a sacrificarsi avanti e indietro per la squadra. A fare esattamente quanto richiesto da Sarri, che lo aveva pubblicamente rimproverato dopo la debacle di Bologna. Luis Alberto aveva fatto infuriare il mister anche per qualche assenza ingiustificata o seduta affrontata con superficialità. Si rischiava davvero di arrivare a gennaio alla rottura. Invece l’abbraccio fra il tecnico e il numero 10, dopo il gol alla Salernitana, sancisce la pace avvenuta.

Sorrideva sotto i baffi di fronte a quella istantanea, Lotito, in tribuna domenica sera. Perché ancora una volta c’è il suo zampino come retroscena. Il presidente da tempo non tollera uscite fuori luogo e comportamenti del fantasista, ma sa bene che rinunciarci ora sarebbe solo un boomerang e un danno per la società. Non si può svalutare oltretutto un patrimonio da almeno 40 milioni, comunque prosegua questa storia tormentata. Così il patron ha studiato un piano con Sarri per riabilitare la mezz’ala, senza fargliela passare liscia come accadeva con Inzaghi una volta. Sembra aver funzionato, fuori e dentro al campo, la strategia condivisa bastone e carota. Anche se Lotito non vuole prendersi nessun merito in questa vicenda: «Io non ho fatto niente, la penso come Sarri. Luis Alberto è intelligente, sa quello che deve fare e si sta meritando il posto col rispetto delle regole». Così, insomma, lo spagnolo è tornato ammirevole e ammirabile: «Corro di più, ho capito Sarri e qui sto bene. Ho un contratto lungo e importante». Anche i tifosi sperano che, dopo il ritardo ad Auronzo e altre brusche frenate, sia definitiva quest’ultima riconversione.

REDENZIONE

C’è anche un’evoluzione. Due gare a difendere e a rincorrere fra Bergamo e Marsiglia. A Luis Alberto la rete mancava dal 28 agosto, con la Salernitana era il momento giusto per tornare a divertirsi e segnare: «Mi mancava una partita fatta giocando di più il pallone». Ecco cosa intendeva Sarri quando invocava il suo scatto mentale, affinché la Lazio se lo potesse permettere. Per non rinunciare al suo estro, lo spagnolo deve solo plasmare a seconda dell’avversario il suo modo giocare. Capire quando c’è da aiutare e quando può invece offendere. Solo così il centrocampo biancoceleste, tutto di qualità, può reggere.

Persino al di là di Cataldi, in versione equilibratore. Ora Luis Alberto non si deve più perdere: «Tutti gli anni ci sono dei momenti in cui vengo messo in discussione con le mie caratteristiche. Ed è bello essere tornato titolare, vuol dire che sto facendo bene». Quattro assist e due reti, che incidono tanto nei bonus sui quasi 3,5 milioni a stagione. Eppure il Mago privilegia altro, col cuore: «Voglio aiutare la squadra, capire al massimo le richieste del mister, anche per sprecare meno energie». Nuovo esame, dopo la sosta, con la Juve: «Abbiamo perso tanti punti, ma siamo ancora vicino alla Champions e contro i bianconeri dobbiamo vincere». 
 

MERCATO

Parole da leader. Con questa testa, Luis Alberto può restare. Anche se il tecnico insiste comunque per avere già a gennaio un’altra mezzala aggressiva, stile Loftus-Cheek, al posto di Escalante. In difesa, via Vavro, serve un centrale. Muriqi è un discorso a parte: si lavora al prestito al Fenerbahce per portare a Formello un altro attaccante. Sarri ne ha già cominciato a parlare con Lotito e Tare più seriamente. Nuovi contatti per le famose garanzie tecniche che porteranno il mister a firmare il rinnovo sino al 2025. Qui non serve nessuna magia, ma la sinergia deve trasformarsi in risposte concrete. 

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