Lazio, Sarri senza difesa: Acerbi sotto processo

Lazio, Sarri senza difesa: Acerbi sotto processo
di Alberto Abbate
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Martedì 14 Dicembre 2021, 00:55 - Ultimo aggiornamento: 15 Dicembre, 08:43

L’unica difesa è un cancello: oltre tre ore rinchiusi dentro Formello. Si confrontano ancora, Sarri e la Lazio. Stavolta molto più del solito, il giorno dopo l’ennesimo capitombolo col Sassuolo. Lotito era già piombato nello spogliatoio subito dopo lo 0-0 contro il Galatasaray all’Olimpico, ieri era pronto a un altro blitz, ma il mister lo ha fermato al telefono: «Prima voglio parlare io da solo e guardare negli occhi il gruppo». Dopo l’analisi video, un faccia a faccia così acceso e lungo da far saltare persino l’allenamento. Dalle 11.30 alle 14.30 nessuno s’azzarda ad affacciarsi sul campo, nemmeno chi a Reggio Emilia non c’era (Milinkovic e Luis Alberto, ancora in dubbio per il prossimo match insieme a Zaccagni e Pedro) o non ha giocato.

Perché è molto più importante capire cosa non va e cosa è successo di nuovo in questo quinto ko esterno, per provare a cambiare subito il futuro. Anche se il futuro adesso sembra già molto cupo. Schiacciata dal Sassuolo, la Lazio sprofonda al nono posto. Per trovare un risultato peggiore di 25 punti dopo 17 giornate, bisogna tornare alla seconda stagione di Pioli (23) con i biancocelesti undicesimi e il tecnico che ad aprile sarebbe poi stato esonerato. Sarri non sembra a rischio, anzi Lotito gli ha pure offerto il rinnovo sino al 2025 per aprire un ciclo più lungo. Eppure anche Maurizio adesso finisce sotto processo. Non ha ancora un’identità né un’anima, questa Lazio. Vola sulle montagne russe e precipita di continuo. Sarri non trova un antidoto. Ora pure quando pesca il gol cattivo, in contropiede, in anticipo, alla fine non riesce a difenderlo. 

 

ACCUSE E SCUSE 

Il mister, dopo la debacle di Reggio Emilia, sottolinea soprattutto questo aspetto: il Sassuolo comincia l’assedio non appena la retroguardia si schiaccia, non stringe la linea con il centrocampo. Sotto accusa c’è il leader Acerbi, che non resta mai alto come chiede il tecnico, ma rincula sempre all’indietro, perde troppo tempo a liberarsi del pallone e poi finisce anarchico a vagare per il campo in attacco: «Chiedo scusa a tutti per quello che ho fatto», dice Francesco. Ma lui è l’esempio grande di chi, dopo 4 mesi, è “sordo” ai dettami impartiti da Maurizio. Non certo solo per colpa sua, ma il risultato sono 32 gol subiti. Non ne prendeva così tanti dal 1942-43 (35), ottanta anni fa.

CENA E BIVIO GENOA 

Ecco perché servirebbe almeno un altro centrale (Rugani, il vecchio pupillo), oltre un attaccante e un terzino sinistro dal mercato. Sarri ha bisogno di aiuto e continua a chiederlo a Lotito. Ieri però gli stessi giocatori hanno preferito un confronto solo con il mister per non presentarsi poi stasera ancora nervosi alla cena di Natale, programmata al St Regis per 180 invitati proprio dal patron. D’altronde per preparare la partita di venerdì sera c’è ancora tempo, sebbene il Genoa possa rappresentare un bivio pericoloso. La Lazio è ormai a -11 dal quarto posto, ma anche a +15 dal terzultimo, occupato proprio dalla squadra di Shevchenko. 

TOH, SI RIVEDE CONCEICAO

Con un campionato in cui la Lazio rischia di ritrovarsi con nulla in mano, il palcoscenico europeo dovrebbe diventare il primo obiettivo. Invece, senza primato del girone, dall’urna di Nyon esce il Porto. Il sorteggio dei sedicesimi di Europa League è un altro scherzo del destino, contro una delle peggiori “terze” in ballo. L’anno scorso eliminò la Juve - passata proprio da Sarri a Pirlo - dalla Champions. Non solo, l’ex Conceicao quest’estate era in ballottaggio nella testa di Lotito anche per la panchina attuale di Maurizio. Il club lusitano porta con sè altri pessimi ricordi dietro: l’eliminazione nel 2003 nella semifinale di Coppa Uefa di Mancini, attuale ct azzurro. In panchina c’era un certo Mourinho. Nemmeno questo è un Porto sicuro. 
 

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