Lazio, Sarri e Luis Alberto sono ai ferri corti

Lazio, Sarri e Luis Alberto sono ai ferri corti
di Alberto Abbate
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Sabato 23 Ottobre 2021, 00:11

Galeotto è un like polemico di giovedì notte a rendere pubblico lo scontro. Sono ai ferri corti, Sarri e Luis Alberto. Maurizio ci aveva provato a riabilitarlo, si è quasi arreso. Innanzitutto per un discorso tecnico: «Non può convivere con Milinkovic, in questo momento». Manca l’equilibrio nel 4-3-3, con Immobile, Pedro e Felipe Anderson. Figuriamoci se lo spagnolo non è in alcun modo disposto allo sforzo. Sarri gli ha messo davanti i fatti, i suoi dati, in partita e a Formello: il numero 10 percorre tanti chilometri, ma va al trotto. E non può proprio permetterselo, la Lazio. L’allenatore lo aveva intuito a inizio campionato, non a caso aveva inserito Akpa Akpro. Poi aveva provato a sfruttare invano il suo talento: troppo poco, un gol e tre assist con lo Spezia risalenti al 28 agosto in oltre 400’ in campo, per farsi andar bene le voragini a centrocampo. Così la debacle e la prestazione irritante di Bologna hanno portato al passo indietro: «Per crescere non guarderò più al nome o all’importanza che riveste un giocatore nello spogliatoio». In realtà, tutta la squadra è dalla parte del tecnico e mugugna pure alle spalle di Luis Alberto, che continua a comportarsi male e ad allenarsi peggio. Una volta è un acciacco, un’altra un dolorino al ginocchio, Sarri lo ha più volte ripreso a brutto muso. Per allenatore e società non è un bell’esempio, anche se ieri almeno ha scorrazzato a Formello come se nulla fosse successo.

RISPOSTA

Non c’è verso di cambiarlo e, allora, cambia la Lazio. Secondo lo staff, Basic deve solo apprendere meglio l’italiano per essere il titolare indiscusso. Anche il club è al fianco di Sarri, emblematica la frecciata di Tare: «L’esclusione di Luis Alberto è un bel segnale per il gruppo». Un tempo non lo avrebbe mai detto, perché c’era sempre Inzaghi a difenderlo e coprirlo. Così ora lo spagnolo si sente solo, capro espiatorio e risponde al nuovo allenatore tramite il commento social di un tifoso: «Tu pensa che scemo Simone che ha fatto giocare insieme Milinkovic e Luis Alberto e ha vinto. I giocatori forti devono giocare sempre, altrimenti non sei un grande tecnico». Non funziona così per Maurizio: genio, regole e atteggiamento vanno di pari passo. Nessuno ha il posto assicurato, bisogna meritarselo. Forse lo spagnolo non aveva preso Sarri troppo sul serio, ora si ritrova in panchina da due gare di seguito. E rischia di star fuori pure domani pomeriggio a Verona, perché il like su Twitter non è passato inosservato, anche se lui lo attribuisce all’agenzia che cura il suo profilo. 

DODICESIMO UOMO

E pensare che, con Inter e Olympique Marsiglia, Luis Alberto era entrato in campo a testa alta, col piglio giusto. Sabato, in particolare, in 24’ finali era stato decisivo e Sarri lo aveva applaudito: «Dà il meglio di sé quando i ritmi della partita si addolciscono». Insomma, da stella a dodicesimo uomo al tramonto, ma Luis Alberto non ci sta a recitare questo ruolo secondario. E soprattutto non gli va giù di essere diventato il problema della Lazio nel passaggio al Sarrismo. Il numero 10 non aveva gradito già che il tecnico fissasse lui e Milinkvovic nella strigliata di Bologna nello spogliatoio. Sarri lo ha irritato ancora di più con le accuse sbandierate in pubblico, per questo ha reagito con quel like d’istinto. Solo che ormai sono tutti davvero stanchi di ogni suo sfogo incontrollato. Pure Milinkovic al Dall’Ara era offeso, ma ha replicato con l’Inter con tutt’altra classe dentro e fuori dal campo: «Adesso il mister sarà contento di come abbiamo giocato». Le uscite di Luis Alberto sono invece fuori luogo: ricordate quella sull’aereo? Da allora Lotito vorrebbe cederlo, in estate era una furia dopo il ritardo ingiustificato in ritiro. Sarri invece voleva conoscerlo, ma ora anche lui non si opporrebbe all’addio a gennaio. Inzaghi lo aveva chiamato a giugno prima di virare su Çalhanoğlu a parametro zero. Visto l’utilizzo dell’ex rossonero, chissà che l’Inter non possa sorgere uno scambio. Il cartellino di Luis Alberto così si sta sempre più svalutando insieme al suo estro.

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