Lazio, la carica di Radu: «Consideratemi un nuovo acquisto»

Martedì 16 Luglio 2019 di Alberto Abbate e Daniele Magliocchetti
FOTO ROSI
Sentimento e pentimento si uniscono in un filo rotto di voce. Finalmente libero dal male, Radu è tornato in sé: «Ho vissuto il momento più buio della mia carriera. Da marzo in poi non sono stato più io come uomo e come calciatore. Dopo l’infortunio alla caviglia, non riuscivo più a guarire e ho iniziato a pensare solo in negativo. Ho sbagliato verso la società e i miei compagni, chiedo scusa a tutti quelli che ho offeso in quel periodo». La Lazio s’affretta a smentire tutto quello che è uscito, eppure Stefan conferma fra le righe i litigi, gli insulti allo staff medico. Sbarca ad Auronzo, gira il volto sorridente verso la folla e alza il pugno. È stato reintegrato, esulta come se avesse vinto: «È una liberazione. Ritorno a casa, sono stato male perché ho sbagliato. Ringrazio tutti i tifosi che mi sono stati vicini. Ringrazio tutta la società per l’opportunità di far parte ancora della grande famiglia laziale. Ringrazio il presidente». Intervenuto in prima persona insieme a Inzaghi per convincere pure Tare. Sopratutto il loro pensiero ha prevalso su quello del diesse, ha inciso il sollevamento della gente. Ora Radu non vuole perdersi più un secondo di questa seconda vita biancoceleste.

RINASCITA
Qualcuno gli contestava la voglia e l’impegno dopo quasi 12 anni di Lazio. Macché, Stefan ora corre come un ragazzino. Ieri in fretta e furia ha svolto le visite mediche a Roma, poi si è quasi teletrasportato in ritiro. E’ partito alle 13.30 da Fiumicino, è sbarcato a Venezia e fatto una videochiamata con Cataldi e Lulic nel tragitto per Auronzo. Poi è sceso dal pulmino allo Zandegiacomo, camicia bianca, borsone e scarpini in mano. Si è diretto verso lo spogliatoio e da dentro si è sentito un urlo. Radu è stato perdonato già da quasi tutto il gruppo. Baci e abbracci con Acerbi e tutti gli altri ragazzi, è Stefan il colpo “sicuro” del reparto arretrato: «Posso considerarmi un nuovo acquisto, ma ho molta esperienza dietro e posso dare tanto ancora a questa squadra». Il suo agente Matteo Materazzi aveva svelato le tante offerte rifiutate da Stefan pur di rimanere a Roma: «È vero, quando sono uscite le notizie che la Lazio non mi voleva più, ho ricevuto diverse richieste, ma ho sempre detto no a qualunque proposta». Una scelta di cuore e di famiglia. Ieri ad Auronzo, quella del romeno in campo, sembrava una sfilata. Anzi, leggera, la sgambata della rinascita mentre pure il figlioccio Armini (pronto a prendere la maglia numero 13 dell’idolo Nesta) lo accoglieva: «Onorato di poter ricevere i tuoi consigli ancora».

Nella finale di Coppa Italia il contributo di Radu è stato fondamentale, ma adesso bisogna guardare avanti. Lo sa bene Angelo Peruzzi, che al termine dell’allenamento pomeridiano si è fermato a chiacchierare con Stefan e Lulic. Il club manager indica la strada da seguire per la prossima stagione: «Mi auguro di fare bene in campionato - svela al Tg3 Lazio -. Quest’anno siamo arrivati ottavi, bisogna migliorare». L’obiettivo resta la Champions League, ma è «difficile dirlo in estate, si fanno tanti pronostici e poi alla fine sono poche squadre ad essere lì. In tante lotteranno, noi non diciamo niente, ma ci puntiamo».

La sua presenza nell’organico della società è preziosa e riconosciuta da tutti. Per questo il presidente Lotito gli ha rinnovato il contratto fino al 2022. Peruzzi è un collante tra spogliatoio e dirigenza,  e dall’alto della sua esperienza sottolinea l’importanza del ritiro: «Stiamo lavorando bene, speriamo che non accadano guai fisici». Sul mercato glissa: «Un grande colpo? Valutiamo le scelte, cerchiamo di farle giuste». Infine, un pensiero per Sinisa Mihajlovic: «È un grande amico e un mito. In questo caso servono poche parole, sa quello che deve fare, lo abbraccio»


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