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Lazio con il Qatar ferma al palo, ma Pedro è tornato: Mancano i gol, eppure Sarri è soddisfatto

Immobile sbaglia un rigore, due grandi parate bloccano lo spagnolo

Lazio con il Qatar ferma al palo, ma Pedro è tornato: Mancano i gol, eppure Sarri è soddisfatto
di Alberto Abbate
4 Minuti di Lettura
Domenica 31 Luglio 2022, 09:37 - Ultimo aggiornamento: 1 Agosto, 08:17

Lo spettacolo è rimandato, stavolta anche il gol. Contro il Qatar (campione d'Asia nel 2019) finisce zero a zero, ma Sarri è comunque soddisfatto, prima del ritorno a Formello. Dopo la strigliata di mercoledì scorso per la batosta subita dal Genoa per 1-4, ecco i complimenti del tecnico nello spogliatoio. Non conta il risultato perché la Lazio mostra un'altra solidità e tutt'altro atteggiamento nell'ultimo giorno a Salisburgo. C'è grinta, dedizione, voglia di provarci sino all'ultimo. Innanzitutto davanti c'è di nuovo Pedro, che cancella l'ansia per il vecchio polpaccio malandato, come regalo di compleanno. Uno che ha appena compiuto 35 anni, e scorazza in quel modo, non può che essere per tutti un esempio. Ibernatelo.

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Aveva concluso il ritiro di Auronzo ai box, tremava per un indurimento, balla come se nulla fosse mai successo. Con questo galoppo su tutto il fronte offensivo, contagia i compagni, che finalmente corrono e palleggiano meglio, nonostante i carichi di lavoro. Paradossalmente, Immobile sembra il più imballato e, dopo il Dekani, scaraventa un altro rigore sul palo. Poi, in uscita, ci pensa Yousof a fermarlo. Non solo. Il portiere, che poco prima era franato su Felipe Anderson procurando la chance per Ciro dal dischetto, si trasforma e para tutto: prima una semi-rovesciata, poi un tiro a giro di Pedro. I tifosi sui social ironizzano: «Abbiamo trovato il vice per la porta, se non il primo». In realtà, stavolta Luis Maximiano se non in un'uscita maldestra a freddo è molto più attento. Anche perché la difesa resta più alta e non corre nessun rischio, in particolare con un Gila (in tandem con Romagnoli dall'inizio) veloce, reattivo e tignoso. Cataldi e Basic a centrocampo sono perfetti e regalano alle punte filtranti e quattro palle gol. Soprattutto Danilo sembra ispirato e concentrato sul riscatto.

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CALO
Al Sak 1914, il Qatar viene schiacciato e messo all'angolo. Per un tempo bene la pressione della Lazio. Mancano le rifiniture, ma s'intravede il gioco di Sarri, che non abbassa la guardia in nessun momento. Non appena i reparti si sfilacciano, c'è il suo urlo: «Siamo lontani, compriamo meglio». Stavolta però il tecnico è sicuramente meno preoccupato. Ha qualcosa in più da analizzare nel secondo tempo. Milinkovic cala ed è macchinoso. Luis Alberto, forse offeso perché escluso dall'undici iniziale, entra al piccolo trotto e mogio. Nel finale calcia alle stelle, è l'unico guizzo. Matias Vecino domani farà le visite mediche nella capitale, così rischia di avere facilmente il posto da titolare a centrocampo. Marcos Antonio vuole prenderselo pian piano: il playmaker, subentrato a inizio ripresa, conferma i suoi ottimi piedi ma, come Casale dietro, ha ancora bisogno di rodaggio. Tutti i cambiamenti necessitano di tempo, figuriamoci per un brasiliano che viene dal campionato ucraino, nonostante l'esperienza della Champions. Sarri tuttavia non è allarmato nemmeno dalla mancanza del gol. Cancellieri da centravanti continua a muoversi bene, a dare il fritto con le sponde perché lì davanti il Qatar concede poco spazio. Certo, l'allenatore accetterebbe volentieri un altro vice-Immobile dal mercato, ma ha fissato con Lotito ben altre priorità in questo momento. Per esempio, a sinistra, Marusic non va meglio di Hysaj perché continua a non essere un terzino di ruolo. Le reti nascono anche dalle sgroppate sulla fascia e dai cross.
 

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