Lazio, ora Sarri fa giocare Lotito

Lazio, ora Sarri fa giocare Lotito
di Alberto Abbate
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Sabato 11 Dicembre 2021, 00:25

Non c’è la svolta europea, così la strada diventa sempre più ripida. E Sarri fa l’equilibrista sull’altalena. La sua Lazio passa ancora dalla vittoria (sino alla parità numerica) esaltante di Genova a un anonimo 0-0 contro il Galatasaray con appena un tiro in porta. In campionato ritrova dopo tre mesi e mezzo il successo in trasferta e ora non vince da più di un mese (dal 7 novembre con la Salernitana) in casa, dove aveva battuto Roma, Inter e Fiorentina. Non c’è continuità, non c’è logica. Nemmeno Sarri la trova, ma pensa ancora che l’ultima curva sia vicina. Ecco perché, alla vigilia dell’ultimo turno di Coppa aveva dichiarato quanto fosse importante accedere direttamente agli ottavi per lavorare con più serenità, ma una volta fallito il traguardo ostenta comunque spavalderia: «A questo punto preferirei incontrare ai play-off il Barcellona». Sulla carta, insieme a Dortmund e Lipsia, la peggiore delle “terribili” terze scese dalla Champions, che possa uscire dopodomani a Nyon dall’urna. 
ALL’ATTACCO PER IL RINNOVO
Nessuna resa da parte sua. Anzi, lo stuzzica l’impresa. Anche se ora, a 9 punti di distanza in campionato dal quarto posto dell’Atalanta e con un possibile spareggio europeo proibitivo di febbraio (17 e 24), diventa sempre più serio il pericolo del fallimento del suo ritorno in panchina. Lotito ha fiducia, ma ora è Sarri ad aver bisogno di un aiuto concreto dalla società: «Sto bene a Roma, è la piazza giusta, ma per il rinnovo dev’esserci il programma». La sua firma sino al 2025 resta subordinata ai rinforzi promessi a gennaio, adesso fondamentali per non gettare al vento – su due fronti, tre il 12 gennaio con la Coppa Italia - un’intera annata. In primis, serve una punta (Botheim del Bodo in pole, Kalinic è un’alternativa), perché non è possibile non trovare mai la porta, quando Immobile non segna. Ieri Ciro si è allenato, ma anche domani dovrà convivere col dolore al ginocchio a Reggio Emilia. 
EMERGENZA IN MEDIANA
C’è di più, l’emergenza scattata in mediana. Milinkovic è squalificato, Luis Alberto combatte con un risentimento al flessore della gamba destra e ha saltato l’ultima seduta. Sarri aveva ritardato il suo ingresso giovedì sera, ora deve pure fare i conti con gli acciacchi di Akpa Akpro in mediana. Certa la conferma di Basic, non il rilancio di Escalante, mai considerato e in uscita. Rimangono troppi “indesiderati” a Formello, con le loro cessioni va fatta cassa e puntellata con uomini più adatti la rosa. A proposito, Vavro si sfoga: «Il club ha deciso di farmi restare altri sei mesi per le regole finanziarie legate agli stranieri in Italia (decreto crescita, ndr), ma non sto bene e a gennaio andrò via». Sarri chiede un altro centrale al suo posto (occhio a Rugani e Ferrari), ma il terzino sinistro resta la priorità. 
PROLUNGAMENTI E CESSIONI
Marusic è adattato su quella fascia e non basta. Atteso comunque l’annuncio del suo rinnovo insieme alla firma di Luiz Felipe, che (a 2 milioni) preferisce restare a Roma. Chissà poi non possa pure cambiare il destino di Strakosha: domani col Sassuolo sarà ancora lui il titolare per la terza gara consecutiva, non gli succedeva da ottobre 2020, prima del cambio di Inzaghi con Reina. Senza qualificazione europea (prolungamento automatico) finirà anche il 39enne Pepe a scadenza, Sarri ha già chiamato il Chelsea per Kepa. Neto e Diego Costa in alternativa. Intanto, niente più porte girevoli, fatta la scelta per Reggio Emilia. Anche grazie a Thomas sono tornati i tre punti in trasferta, ne servono altrettanti sul piatto alla cena di Natale al St Regis di martedì sera. Lotito rivuole la vittoria, ha perso 2 milioni senza il primato del girone in Europa. Ora però aspetta la cessione della Salernitana e magari potrebbe destinare ai regali di Sarri una parte della ricompensa. Prima di fine anno invece potrebbe incontrare l’assessore Alessandro Onorato per il discorso Flaminio, il cui acquisto rappresenterebbe un dono eterno alla tifoseria. 

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