Lazio, fantasia per la Champions

Sabato 13 Aprile 2019 di Emiliano Bernardini
 Sarà San Siro a decidere la stagione della Lazio. Stasera e poi tra dieci giorni i biancocelesti sfideranno due volte il Milan, in palio un posto in Champions e la finale di Coppa Italia. E poco importa che questo stadio vestito di rossonero sia un tabù da quel 3 settembre 1989. Paolo Maldini c’è ancora, chiaramente non in campo ma in tribuna. Chissà che questa non sia la volta buona. La Lazio in realtà non ha troppa scelta, vincere a Milano vorrebbe dire agganciare i rossoneri e giocarsi poi il recupero di mercoledì con l’Udinese con l’obiettivo sorpasso. Il solo punto raccolto con Spal e Sassuolo ha arrestato la corsa di Immobile e compagni che proprio qui a San Siro, contro l’Inter, aveva visto l’apice. Un brutta picchiata che adesso non ammette altri errori. Inzaghi vuole sfruttare il momento non proprio positivo del Milan che ha raccolto un solo punto nelle ultime quattro partite. L’ultimo successo risale al 9 marzo. Tanto che ora anche la panchina da Gattuso è a forte rischio. Si parla addirittura di lui in chiave Roma. 
«ROCCHI È UNA GARANZIA»
Insomma la Lazio troverà un Milan decisamente arrabbiato soprattutto per quanto successo sabato scorso contro la Juventus. Occhi puntati sull’arbitro Rocchi dopo le polemiche che hanno investito Fabbri. «Se n’è parlato abbastanza. Rocchi è un arbitro esperto, ma solo in Italia si parla di arbitri. Non dobbiamo avere paura che siano in malafede o buonafede, Rocchi è una garanzia» sottolinea il tecnico rossonero Gattuso. Sulla stessa linea d’onda l’amico e collega Inzaghi che smorza il chiacchiericcio dei tifosi laziali che temono la classica “compensazione” degli errori: «Rocchi è una garanzia, sta arbitrando a livello europeo le partite migliori, è una garanzia per l’importanza della partita. Scelta migliore non poteva esserci». Tutti d’accordo sull’arbitro, dunque. Conterà di certo l’approccio alla gara che nel caso della Lazio non potrà essere certo quello visto contro le emiliane. I rossoneri dalla loro avranno uno stadio pieno che avrà un grosso peso. Settecento, invece, i laziali che seguiranno la squadra a Milano. «Dovremo fare una grande gara. Voglio una squadra con la mente libera, consapevole di essere forte. Voglio vedere personalità» sottolinea Inzaghi che poi rivela: «Abbiamo parlato, analizzato la gara col Sassuolo, stradominata con 18 tiri a 3 e con 11 corner a 1. Avremmo dovuto vincere, abbiamo comunque avuto la forza di pareggiare al 95’. Sui gol subiti abbiamo fatto degli errori che non possiamo permetterci di commettere». E poco importa della cabala e dei tabù perché come avverte il tecnico biancoceleste se si vuole andare il Champions «devono essere sfatati. Siamo riusciti a vincere in casa della Juventus e dell’Inter, non è da tutti. Speriamo che anche questo dopo 29-30 anni possa saltare». 
«SONO COME LA JUVE»
Come detto il Milan scenderà in campo con tanta rabbia nonostante sia una dei peggiori momenti dal punto di vista fisico e psicologico. Gattuso sa bene che non sarà la Lazio vista nell’ultima settimana: «Sono una squadra fisica che è sempre ben messa in campo, in questo somiglia alla Juventus. Dovremo metterci cattiveria agonistica e dare il massimo per vincere. È una partita fondamentale per la classifica e dobbiamo vincere». I biancocelesti però sanno quello che vogliono: tornare a vedere le stelle della Champions. 


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