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Lazio, Maximiano: «Ho scelto subito i biancocelesti. Buffon il mio modello»

Lazio, Maximiano: «Ho scelto subito i biancocelesti. Buffon il mio modello»
di Valerio Marcangeli
3 Minuti di Lettura
Giovedì 4 Agosto 2022, 17:18

Non finiscono le presentazioni in casa Lazio. Oggi infatti tocca agli ultimi tre dei sette acquisti estivi. Il primo è stato il neo papà Luis Maximiano, celebrato nella giornata di ieri dal club capitolino per la nascita del figlio Matias. Il portiere portoghese, acquistato dal Granada per oltre 10 milioni di euro, è stato introdotto così dal ds Tare: «La vicenda del portiere quest’estate è durata a lungo e Luis era uno degli obbiettivi scelti. Rispecchia molto la filosofia di gioco della nostra squadra, è bravo con mani e piedi. Sarà una sorpresa in campionato e in Spagna era tra i tre o quattro top in Liga, quindi per noi il suo arrivo è un grande onore. Gli faccio anche gli auguri per la nascita del figlio e spero che la sua esperienza sia molto positiva». Dopodiché ha risposto alle domande dei giornalisti presenti.

Senti il peso di essere il primo portiere portoghese della Lazio? E su gli altri portoghesi…

«C’è sempre una prima volta per tutto, sono molto entusiasta. Spero che questa sia una bella storia per tutti. Per il resto per me è un orgoglio far parte di un club dove sono passati tanti altri calciatori potoghesi. Spero di seguire le loro orme».

Con quali speranze e obbiettivi arrivi?

«Non seguo molto le notizie, ma quando il mio agente mi ha chiamato e ha detto che la Lazio era interessata ho detto subito di sì. Qui in Italia c’è molto da imparare e ho scelto di venire qui per lavorare molto sulla tecnica».

Quali sono state le richieste di Grigioni per interpretare il ruolo?

«Ci sono sicuramente differenze tecniche qui in Italia. Sto imparando, so che ci vuole tempo ma per come stiamo lavorando so che non ci vorrà molto».

C’è una parata dello scorso anno che ti rende orgoglioso? E su Rui Patricio…

«Non ce n’è una in particolare perché le parate sonoi tutte importanti. Il derby invece non ci voglio pensare, meglio lavorare giorno per giorno».

Sulla concorrenza e se il figlio giocherà in porta…

«Non penso ci siano dei posti garantiti, bisogna lavoare ogni giorno, nessuno si può sentire titolare. Questo per me e le mia famiglia è un momento bellissimo. Certo, mi paicerebbe vederlo in porta, ma poi sceglierà lui».

Hai avuto modelli italiani? E in generale in Europa…

«L’Italia ha sempre avuto una tradizione molto forte. Per me Buffon è un nome fresco perché sono cresciuto con lui. In Europa i portieri forti sono talmente tanti che vorrei imparare da tutti insieme ogni caratteristica per farla mia».

Quanto ti chiede di giocare lontano dalla porta Sarri?

«La palla con Sarri circola molto passando per i piedi del portiere e questo è molto differente rispetto a quanto facevamo col Granada».

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