Lazio, c'è un mago per volare: Luis Alberto a caccia del primo assist Champions

foto Rosi
di Alberto Abbate
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Giovedì 29 Aprile 2021, 07:30 - Ultimo aggiornamento: 18:49

È un poeta maledetto. Quando tocca il pallone è assenzio, fuori dal campo resta invece indigesto. Contro Napoli e Milan non è esploso, adesso deve scoppiare il vero Luis Alberto per lo sprint Champions. La caviglia si gonfia, lo sta tormentando, ma la sua voglia è il più gran bel segno. Una volta si fermava al primo pizzico, adesso gioca con qualunque acciacco. È cresciuto, lo spagnolo, sta dimostrando sacrificio e attaccamento alla Lazio. Dopo l’operazione improvvisa d’appendicite aveva anticipato pure il suo rientro, eppure qualcuno ancora non gli perdona nessuna uscita fuori luogo. Non solo quella d’inizio stagione contro l’aereo e Lotito, ma anche l’ultima con la maglia lanciata per terra in occasione della sostituzione contro il Benevento. Non è simpatico, Luis Alberto, è un leader tutt’altro che silenzioso, ma è un Mago vero. Anche a metà servizio, Inzaghi non prescinde mai dal suo genio. Lo ha protetto e sempre continuerà a considerarlo al centro del suo progetto. Pure se il futuro dello spagnolo dipenderà dalla sua permanenza alla Lazio. In realtà, il numero 10 è blindato da un rinnovo a 3 milioni annunciato a settembre e firmato a luglio scorso, ma Lotito non ha mai dimenticato la diatriba scoppiata sugli stipendi e rientrata solo grazie al lavoro diplomatico di Peruzzi e del tecnico. Il presidente si siederebbe però a trattare solo di fronte al giusto prezzo: sotto i 70 milioni non c’è scampo, il caro Siviglia è avvisato. 


ZERO ASSIST 


Croce e delizia della Lazio. Luis Alberto è il fenomeno ribelle dello spogliatoio, ma anche la mente del gruppo. Forse per questo i compagni spesso gli perdonano tutto, persino la mancanza di rispetto a ogni cambio. Eletto miglior centrocampista dello scorso campionato, quest’anno è sfortunato. Non calcolato nemmeno l’ultimo assist per Correa sul raddoppio, lo spagnolo resta ancora a quota zero. Incredibile per uno che nell’ultima stagione ne aveva messi addirittura 16 a segno. Per carità, stavolta ha otto gol come bottino, ma non possono bastare per uno del suo talento. Nel 2018 arrivò addirittura a 11 reti e 14 cioccolatini nel curriculum. Nelle prossime partite cercherà di mettere il turbo, caviglia permettendo. Anche perché, dal suo sbarco a Formello, non è mai successo che sia rimasto a secco. Persino nell’annata (2016/17) più difficile dell’ambientamento, con appena 9 gare (4 da titolare) giocate, Luis Alberto si laureò con doppio assist decisivo. 

GIALLO E SPAGNA 


L’Europeo può essere un ulteriore incentivo perché a breve si apriranno nuove chance per il suo sogno. Risale ormai all’11 novembre 2017 l’ultima apparizione in Nazionale dello spagnolo: l’allargamento delle rose a 26 giocatori potrebbe finalmente ripremiarlo tre anni dopo. Luis Alberto ha sei giornate per convincere Luis Enrique a chiamarlo. Non può permettersi nessun passo falso, non può perdersi mezzo turno. Ecco perché deve scongiurare il prossimo giallo. In realtà, in ansia per una sua eventuale assenza, c’è Inzaghi e tutta la Lazio. È diffidato e non è il solo. Contro il Genoa Inzaghi dovrà già rinunciare al pilastro Acerbi, sostituito probabilmente da Hoedt in vantaggio su Parolo. Quest’ultimo diffidato insieme a Fares, Pereira, ma sopratutto, oltre a Luis Alberto, anche al big Milinkovic a centrocampo. Intanto si rivede finalmente Caicedo in campo a Formello. Probabilmente anche il suo prossimo addio non lo spinge a forzare il rientro. Capitan Lulic invece darà tutto sino all’ultimo, anche se rimane deluso da non aver ricevuto nessuna chiamata per conoscere il suo destino. Lui, quello del 26 maggio. 

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