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Lazio-Lotito, 17 anni da patron tra tamponi e Flaminio

Lazio-Lotito, 17 anni da patron tra tamponi e Flaminio
di Alberto Abbate
2 Minuti di Lettura
Martedì 20 Luglio 2021, 07:30

Ha festeggiato lavorando, i suoi 17 anni da presidente della Lazio. È tornato a Roma, Lotito, si perderà la seconda amichevole di oggi pomeriggio, ma dopodomani risalirà ad Auronzo. Tare è rimasto in ritiro, ma anche lui vuole monitorare la situazione da vicino. Ha parlato con Sarri, che è rimasto stranito dallo spiacevole episodio accaduto al pupillo Hysaj con «Bella Ciao». Gli ha raccontato le sue battaglie contro gli estremismi da quando, il 19 luglio del 2004, ha messo piede alla Lazio. Secondo il patron, il più forte strumento è ignorare certe forme di dissenso. Così il club ieri ha diramato un comunicato, a proposito della vicenda del terzino e del video rimosso: «È compito della società tutelare un proprio tesserato e sottrarlo a strumentalizzazioni personali e politiche che certamente, in questo caso, nulla hanno a che vedere con il contesto informale ed amichevole in cui si è svolto l’episodio. Il ritiro della squadra deve proseguire nel massimo impegno sportivo e nel clima di serenità che fino ad oggi si è respirato».
PROCESSO
Ieri Lotito era al settimo cielo per aver dimostrato che non esisteva nessun caso positivo ad Auronzo. Anche perché il presidente è ancora scottato dalla vicenda tamponi, che lo ha tormentato tutto l’anno e per cui è ancora sotto processo sportivo. L’udienza dell’ultimo grado di giudizio dinanzi al Collegio di Garanzia presso il Coni (prevista inizialmente per 12 luglio) è stata rinviata a settembre e questo è positivo. Sul numero uno pesano i 12 mesi di squalifica comminati dalla Corte Federale e dal presidente Torsello, ma nel computo finale non potranno essere più accumulati quelli inflitti da Petrucci nell’agosto 2011 per farlo decadere eventualmente da tutte le cariche federali per il prossimo decennio. In ogni caso, Lotito cerca l’assoluzione in toto e punta su una difesa “originale” del professor Vaccarella, che porta una sentenza sui «tonni rossi» per cancellare la sua «culpa in eligendo». 
FLAMINIO
Non rientra il caso Peruzzi, ancora fuori dal nuovo progetto. «Ma ci sono tante novità in arrivo e sto portando avanti anche il discorso Flaminio», ha giurato a un tifoso domenica Lotito in ritiro. In effetti, il presidente ha visitato finalmente in prima persona l’impianto e ripeterà il tour nelle prossime ore in compagnia dei consulenti suoi e del Campidoglio per capire come superare i vincoli di carattere storico e archeologico. Riuscire a recuperare lo stadio dei sogni dei tifosi della Lazio sarebbe davvero il modo più bello per celebrare insieme il prossimo anniversario.

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