Lazio, Immobile salta la Juve ed è in dubbio col Napoli

Lazio, Immobile salta la Juve ed è in dubbio col Napoli
di Alberto Abbate
4 Minuti di Lettura
Mercoledì 10 Novembre 2021, 00:36

È una maledizione azzurra. Il Ciro d’Italia si ferma ancora alla seconda tappa consecutiva. Stavolta Immobile aveva risposto alla chiamata, non vedeva l’ora di tornare in Nazionale, lo aveva assicurato ieri mattina. Subito dopo, un piccolo scatto in seduta e la brusca frenata. Ciro sente tirare dietro la coscia, si blocca, si accascia e molla. Non è solo ansia, la faccia è disperata, c’è un forte edema. È praticamente certa la lesione al polpaccio sinistro, il bomber si è stirato e si teme il primo grado al soleo, anche se solo un’altra risonanza fra 48 ore ne chiarirà con certezza l’entità. Immobile salterà senz’altro il big match del 20 novembre contro la Juve, in cui era già stata programmata la sua grande festa, dopo il sorpasso al record storico dei 159 gol di Piola. Fuori anche contro la Lokomotiv in Europa ed è in forte dubbio per Napoli. Ciro ha tirato troppo la corda, per generosità. Sapeva di essere a rischio, da tempo il dolore continuo al collaterale esterno del ginocchio lo spingeva a una postura sbagliata. Aveva stretto i denti la scorsa settimana contro Marsiglia e Salernitana, in un allenamento azzurro la frittata. 
 

RISCATTO SVANITO

Ritiro di Coverciano abbandonato ieri, nel primo pomeriggio. Mancini convoca in fretta e furia Scamacca al suo posto. È una mannaia anche per le gare di qualificazione ai mondiali contro Svizzera e Irlanda del Nord. Immobile pregustava il ritorno, si era pure tolto in conferenza qualche sassolino: «Quando abbiamo alzato la coppa al cielo, sembrava che io non facessi parte dei 26 all’Europeo. Come faccio a non soffrire di questo accanimento?». Capocannoniere della Serie A, già a quota 10 gol. Aveva dovuto saltare a ottobre le finali di Nations League contro Spagna e Belgio per un altro infortunio, stavolta voleva raggiungere Toni e Vialli a 16 centri in azzurro. Mancini lo aveva riabbracciato come un figlio prediletto: «Ringrazio il ct, mi ha detto che sono un campione e non devo dimostrare niente a nessuno. Mi è stato vicino. Le critiche ci stanno quando si indossa questa maglia, anche perché è evidente che i numeri non sono gli stessi della Lazio. So che devo segnare di più in azzurro, ma io ho bisogno di essere coccolato per rendere al meglio».
 

BIANCOCELESTI SENZA SOSTITUTO

È il pregio e il difetto di Ciro, solo nella capitale lo hanno ben capito. Non è un caso che la Lazio non abbia mai preso un’alternativa dello stesso livello. Quando Immobile si sente unico, il punto di riferimento, vale per tre bomber e supera ogni suo limite tecnico. Dal 2016 Tare e Lotito ne hanno sfruttato il lato positivo, l’amico Inzaghi ha plasmato il 3-5-2 per Ciro. Ora pure il severo maestro Sarri mette tutti sullo stesso piano e Immobile sul piedistallo. Muriqi non lo convince, ma spesso non gioca nemmeno gli scampoli perché il centravanti partenopeo non vuole mai uscire dal campo. Sette partite negli ultimi 25 giorni, fuori solo 5 minuti a Bergamo. Eppure questi straordinari e anche l’ultimo mancato cambio potrebbero aver inciso, eccome, su questo ko. E ora mettono in difficoltà la Lazio: Ciro ha saltato solo il Bologna quest’anno e, guarda caso, è arrivato un sonoro capitombolo (3-0). Non c’è più nemmeno Caicedo, il cecchino dell’ultimo minuto. Sarri ripensa subito al falso nueve Pedro e ritorna sull’urgenza di un sostituto degno al posto di Muriqi a gennaio. Si parla di Erik Botheim, in gol contro la Roma con la maglia del Bodo. Chiunque arriverà, dovrà essere pronto ad accettare le briciole lasciate da Ciro, che vuole sfruttare ogni secondo di tempo per apprendere il 4-3-3 di Sarri, anche per avere in Nazionale un rendimento diverso: «Il mister mi dice che potrei segnare ancora di più attaccando l’area in un altro modo. Giocare col nuovo modulo alla Lazio mi aiuterà anche per il sogno mondiale in azzurro». Il troppo però stroppia e diventa un incubo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA