Lazzari inventa, Immobile segna: la coppia del gol unica nota lieta

Venerdì 8 Novembre 2019 di Alberto Abbate
foto ROSI
Dentro a un replay. Fra miliardi di sagome, la palla arriva sempre a lui. Piattone al volo, centro, ancora Ciro. Ancora cross di Lazzari come a San Siro. È la carica dei 101 gol d’Immobile, non c’è tempo di fermarsi a un record, la sua fame è in divenire. Peccato non basti col Celtic: «Avrei preferito vincere, ma ora guardo avanti». A Glasgow non era servito a nulla proprio una rete di Lazzari, stavolta nemmeno il suo secondo assist. Ciro lo ha scelto come suo autista a Formello, l’ex Spal da due gare lo porta in giro sul carretto. Domenica sera gli aveva servito sulla testa quota cento, quattro giorni dopo appoggia il bis sul destro. Lazzari è uscito finalmente dal guscio, manda gli avversari nel panico, forma con Immobile una coppia d’oro. Eppure in Europa c’è bisogno di più del secondo Ciro al bersaglio, più della nona marcatura (in 11 match) di seguito. Adesso sono 16 in totale in questa stagione in 15 gare, considerando anche la rete liberatoria con la Nazionale. Immobile non s’arrende, pensa già al Lecce: «Non dobbiamo abbatterci. Domenica dovremo rifarci, dico a tutto lo spogliatoio di restare carichi». Dopo la sosta offrirà ai compagni della Lazio una cena per festeggiare le 100 reti raggiunte e, a questo punto, pure superate.

SPERANZA
L’amico Lazzari spera invece di portarlo con lui in Nazionale. Mancini non lo considera come terzino nel suo 4-3-3, ma Manuel è migliorato anche a ripiegare. Ieri decisivo due volte in fase difensiva pure in diagonale. Chissà che il ct nelle prossime ore non ci possa ripensare. Ciro invece se lo dovrà coccolare. Lui che gioca sempre con un ginocchio scricchiolante e non smette di segnare. Contro il Celtic al 20’ potrebbe pure raddoppiare, ma sul secondo controllo in area c’è Ajer a recuperare. Nella ripresa reclama invece su una deviazione di mano di Jullien: «Il difensore è diventato portiere, era un rigore eclatante, ma indietro non si può tornare. Tante occasioni non sfruttate, soprattutto in Europa, le paghi. C’è tanto rammarico, la matematica non ci condanna, ma siamo quasi fuori. Noi ci proveremo sino alla fine, ma ora non dipende solo da noi. Non si possono perdere tre gare così». Colpa dei soliti black out europei. Anche in questo caso, dentro a un replay.


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