Lazio, Pedro attraversa il Tevere: «Ora segna un gol alla Roma!»

Pedro (foto Rosi)
di Daniele Magliocchetti
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Venerdì 20 Agosto 2021, 07:30 - Ultimo aggiornamento: 11:11

E storia sia. Sfatato un tabù. Dalla Roma alla Lazio in un battito di ciglia dopo trentasei anni di piccole ripicche e barriere. Pedro scappa da Mou, corre a Formello ed è già festa. Sarri e i nuovi compagni lo accolgono e lo abbracciano, i tifosi pure. Il suo recentissimo e veloce passato da romanista “quasi” già dimenticato. Qualche resistenza tra i supporter laziali ancora c’è, ma è timida e, per certi versi, normale, considerata la rivalità e i perenni sfottò tra le due tifoserie. C’è da dire che pure dalla parte romanista più di qualcuno non impazzisce all’idea di vedere lo spagnolo con la maglia dei rivali. Il timore che possa rivelarsi un pesante boomerang. Si vedrà. Lui, il giocatore, che tutto ha vinto nella sua carriera, arriva da solo in macchina al quartier generale laziale come uno qualunque, sorride a tutti, quasi non ci crede di aver fatto il salto e di aver già creato entusiasmo. Sono più di una cinquantina i tifosi biancocelesti che l’aspettano davanti all’ingresso di Formello: «Devi fare un gol al derby!», gli urlano. Lui sorride, annuisce e si concede a tutti. Una quarantina di selfie e altrettante firme. Dice diversi «Forza Lazio» e alcuni «daje», poi entra e comincia ufficialmente la sua nuova avventura con la Lazio.

VISITE IN SEGRETO

Un affare partorito da Sarri e concluso velocemente da Tare. Tutto in un lampo, meno di ventiquattrore: trattativa, visite, firma, allenamento ed è già a disposizione per Empoli. Un record se si pensa ad alcune telenovele laziali in tema di mercato. Non per Pedro. Ieri mattina, poco prima delle dieci, si è presentato in clinica Paideia con un suo fidato collaboratore. Solo pochissimi lo sapevano, tanto che non ci sono foto o riprese di alcun genere. Doveva restare tutto segreto, così è stato. Avendo già ottenuto l’idoneità dalla Roma prima del raduno, i controlli sono stati rapidissimi. Poco prima di mezzogiorno aveva già terminato, un pranzo veloce e poi le firme davanti al direttore sportivo Tare e al presidente Lotito, con il manager Giuffrida al suo fianco per un contratto di due anni a circa 2,5 milioni a stagione più bonus. Alla Roma alla fine non andrà nulla, probabilmente anche in virtù della rinuncia di qualche mensilità che ha lasciato a Trigoria.

DEBUTTO ALLA PRIMA

Poco prima delle cinque l’abbraccio con Sarri e il suo ingresso nello spogliatoio con Reina e Luis Alberto, i due connazionali. Un campione col suo palmares non si vedeva dai tempi di Miro Klose. Pedro è entrato in punti di piedi, ma accolto come un re. E non potrebbe essere altrimenti, non solo per quello che ha vinto, Basti pensare che ha un seguito sui social (che ha già provveduto a modificare all’istante coi colori biancocelesti) pazzesco con oltre 6,5 milioni di seguaci. Immobile col suo 1,5 milioni di follower o Milinkovic con i suoi 510 mila arrossiscono. Ma è il campo che conta. Per Sarri e anche per Pedro che con lo spagnolo, Reina e Hysaj vede finalmente la Lazio un po’ più sua rispetto a prima. Il tecnico toscano ha tenuto nascoste le prove per domani, ma occhio a Luis Alberto e soprattutto a Felipe Anderson che ieri non si è allenato per un piccolo problema fisico. Se non dovesse farcela, Pedrito c’è. «Sono pronto a giocare subito, anche dall’inizio».

 

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