Lazio e Roma, chi rischia di più nel derby?

Lazio e Roma, chi rischia di più nel derby?
di Andrea Sorrentino
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Mercoledì 22 Settembre 2021, 07:30

L’ordalia si avvicina. Un gran gusto per i neutrali, un’angoscia per chi ci è coinvolto fino al midollo, cioè quasi tutti in città: domenica all’Olimpico, ore 18, finalmente vedremo Sarri contro Mourinho. Prima si deve passare da Roma-Udinese e Torino-Lazio di domani, certo. Ma intanto si possono fare due passi tra le statistiche della serie A dopo i primi quattro turni, per cominciare a intuire dai numeri che derby sarà, o potrebbe essere, tra due squadre divise da soli due punti in classifica (ma la Lazio ha giocato uno scontro diretto in casa del Milan). Anticipiamo che a uno sguardo d’insieme, in un contesto in cui il Napoli guida molti indicatori confermando di essere la squadra più lucida vista fin qui, sembra che la Lazio finora sia più quadrata della Roma, o quella meno lontana dalle idee del suo allenatore: corre di più e meglio, parrebbe anche meno esposta in difesa. Poi domenica, nel cozzo tra le due, tutto potrà accadere. 
ANALOGIE
Hanno una caratteristica comune: segnano molto, 11 gol, secondo miglior attacco dietro l’Inter (15), ma incassano troppo. La Roma è la settima difesa con 5 gol subiti, la Lazio è nona, con 6. La produzione offensiva è comunque fluida, di quello Sarri e Mourinho non si possono lamentare: dietro il Napoli, la Roma è seconda per tiri in porta (63, con tre pali) e la Lazio terza (61, zero pali ma 30 tiri nello specchio, dato migliore della A). La Lazio ha mandato in gol 7 giocatori, la Roma 6, e nessun attaccante ha toccato più palloni in area avversaria di Immobile (33) e Abraham (24). Entrambe non amano alzare il pallone: sono ottave per cross tentati. 
DIFFERENZE
Le analogie finiscono qui. Il dato sulle parate preoccupa Mourinho: Rui Patricio ne ha compiute 16, più di tutti davanti ai portieri di Salernitana, Spezia e Venezia, addirittura nei primi 5 campionati d’Europa solo i portieri di Leeds e Bochum sono intervenuti di più. Segno di difesa esposta a troppi refoli. Reina della Lazio ha parato solo 6 volte, ultimo della A insieme a Handanovic. Corrono anche in maniera diversissima: la Roma è solo undicesima per chilometri percorsi (104,835), la Lazio è prima (111,033), anche se il Napoli primo della classe corre meno di tutti (perché è cortissimo e compatto), però insieme alla Salernitana ultima in classifica con zero punti. Ma altri due indicatori ci dicono che la Lazio vanta finora un’organizzazione forse più solida e tecnicamente più valida, e in controluce potrebbero essere questi gli elementi rivelatori: i sarriani hanno il secondo possesso palla della A (60.9%) dopo il Napoli e il primo assoluto nei tocchi nella metà campo avversaria, mentre la Roma è sesta (54.7%); anche nella precisione dei passaggi (88.1%) la Lazio è seconda al Napoli, mentre la Roma è nona (83,4%), troppo poco per emergere tecnicamente e imporsi in campo. I romanisti vanno troppo spesso in fuorigioco (11 volte, terzi in A) mentre la Lazio in questa classifica è felice ultima, con soli 4 offside. 
TIRIAMO LE SOMME
Detto che la Lazio pende a sinistra (da lì il 41% degli attacchi, solo il 31% da destra) e la Roma a destra (40%-28%), che la Lazio ha segnato 7 gol nei primi tempi e la Roma 8 nella ripresa, che i romanisti vincono qualche duello aereo in più (15-10 a partita), possiamo tirare le somme. La Roma ha problemi di natura tecnica in fase di costruzione del gioco, e di natura organizzativa in fase di ripiegamento; quest’ultimo è anche il problema della Lazio, che sa tener palla ma tende a slabbrarsi quando la perde, infatti ha sempre preso gol in contropiede. Sarri giocherà il derby secondo natura, con sacchiana aggressione alta per forzare gli errori dei portatori di palla, poi trame fitte con difesa avversaria schierata, il fronte sinistro a insidiare il debole lato destro romanista, Immobile a tormentare i difensori centrali cercando la profondità, che quelli soffrono. Mourinho concederà più spesso il pallone in avvio di azione, anche questo secondo sua natura, ma esigerà grande energia nel pressing e nei raddoppi sulle fasce, curerà Milinkovic con attenzione, poi chiederà a Pellegrini e Abraham di accorciare e allungare spazi nella trequarti laziale per farla diventare terra di nessuno, e di conquista. Sarà la prima partita a scacchi tra Sarri e Mourinho. Magari meditano mosse a sorpresa. A oggi, la Lazio sembra più vicina a un’idea di rotondità, ma la Roma, se riesce, sa essere un aspide. 
Andrea Sorrentino

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