Lazio, contro il Marsiglia ecco il match point

Giovedì 8 Novembre 2018 di Alberto Abbate
Una vittoria sul Marsiglia e amen. Andate in pace a staccare il biglietto per i sedicesimi: «E’ un primo match point», confessa Inzaghi. E in effetti, nonostante la sconfitta a Francoforte con l’Eintracht capolista (9 punti), la Lazio stasera potrebbe qualificarsi con due turni d’anticipo con la contemporanea sconfitta o il pari del Limassol, fermo a quota uno come la squadra di Garcia nel girone H: «Non possiamo sbagliare, dobbiamo vincere a tutti i costi – tuona Rudi, di ritorno all’Olimpico a quasi tre anni dall’esonero giallorosso – perché non vogliamo che la nostra avventura europea finisca qui». Eppure, all’ultima finalista della competizione, l’Italia non porta certo fortuna: appena un successo (1-0 con l’Inter ai quarti di Coppa Uefa) in nove confronti e soprattutto la finale di Coppa dei Campioni persa a Bari nel 1991. La Lazio ha invece vinto cinque gare interne (su nove) contro formazioni francesi. La più recente col Nizza, l’uno a zero dell’ultima edizione. Inoltre c’è pure un altro sprone: con due reti, i biancocelesti festeggerebbero le 100 marcature (come soltanto altre tre squadre) nella fase a gironi. Tutte le strade portano insomma a un altro trionfo biancoceleste a Roma, ma Inzaghi predica prudenza: «Non mi fido assolutamente di questo Marsiglia in crisi. E’ ferito ed è venuto per vincere». Stavolta nessun accenno al divario sul mercato perché l’ultima trasferta d’Oltralpe non lo ha certo rimarcato: «Sappiamo che l’Olympique è una grande squadra – precisa Simone - e dovremo ripetere la partita del Vélodrome sotto il punto di vista dello spirito e dell’approccio. Loro vengono da tre sconfitte contro di noi, PSG e Montpellier, ma lunedì insieme ai miei collaboratori ho visto il ko per 3-0. Nel primo tempo meritavano addirittura il vantaggio». Strootman sarà confermato, ma ora sembra avere un altro dente avvelenato: «Il prossimo anno spero di giocare contro la Roma». Stasera ci sarà pure il gioiello Thauvin (cercato in passato da Tare e assente all’andata) da tenere sopratutto sott’occhio in campo. 

Niente dunque turn over totale. In difesa spazio a Luiz Felipe e Wallace, ma Acerbi non si muove dal centro, figuriamoci con un simile ritorno: «Thauvin mancava nella sfida d’andata, darà ancora più forza a una squadra votata all’attacco». E per questo vulnerabile in difesa. Lo si è visto al Velodrome, dove Caicedo ha già trafitto Mandanda e ora guida da prima punta Correa. Sulla linea mediana tornerà a destra il mattatore francese Marusic dal primo minuto, ballottaggio a sinistra fra Caceres (favorito) e Durmisi per il posto di capitan Lulic, in infermeria con Leiva e Badelj, ma soltanto sino a domenica: «Tutti e tre possono tornare per la sfida al Sassuolo». Dopo la Spal, resterà Cataldi in regia, ma scalpita pure Berisha per l’esordio dal primo minuto al posto di uno fra Milinkovic e Parolo. Sugli spalti massimo sostegno del pubblico, mancheranno invece i tifosi ospiti. Trasferta vietata ai francesi dopo gli scontri, ma le autorità rimangono in allerta per possibili fedeli partiti comunque senza i biglietti. Forse nella Capitale alla ricerca della chiesa al centro del villaggio, li frena Garcia: «Non l’ho ancora detto in Francia». Magari per scaramanzia. 
  Ultimo aggiornamento: 09:26 © RIPRODUZIONE RISERVATA

LE VOCI DEL MESSAGGERO

M5S e Lega, il diverso approccio al governo delle cose

Colloquio di Alvaro Moretti e Simone Canettieri