La cessione di Milinkovic salverà il futuro della Lazio

Mercoledì 20 Giugno 2018 di Alberto Abbate
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Ha salvato la Lazio nel 2005, adesso una cessione può salvare il suo futuro biancoceleste. Giura che Milinkovic non è in vendita, ma in realtà Lotito non vede l’ora d’incassare oltre 150 milioni. Per reinvestirli sul mercato? No, per quello sono già stati stanziati 50 milioni. Gran parte del tesoretto di Sergej invece rientrerebbe in un piano che permetterebbe al presidente di “liberarsi” dalla zavorra del maxidebito spalmato sino al 2028. È già tutto studiato e programmato: Lotito andrà a trattare col Fisco per chiudere il saldo che rimane da pagare. Ci sono rate per ancora 10 anni ovvero quasi 60 milioni (5,65 ogni primo aprile) di euro dei 143,24 complessivi.
 
Presentandosi all’Agenzia dell’Entrate per la transazione in un’unica volta, il numero uno biancoceleste spera pure in un ulteriore sconto. Una mossa che gli consentirebbe di sbloccare definitivamente Formello (al momento ipotecato come garanzia) e costruire la famosa Academy e non solo. Per questo Lotito non accetta contropartite dalla Juve (che insiste con 70 milioni più giocatori), pretende solo cash arrivando addirittura a stimare il suo serbo d’oro quasi 180 milioni per due assist e una rovesciata in fuorigioco all’esordio mondiale. Il Real sarebbe pronto all’affondo, ma Lotito deve frenare la sua voglia di rendere ancora più salato il conto. In ogni caso, mentre lievita il prezzo di Milinkovic in Russia, il club si apparecchia il futuro.

COSTRUZIONI
Lotito ha infatti deciso di ricostruire tutto il settore giovanile, dopo le ultime delusioni stagionali. Da qui lo sprint sul fronte Academy, idea lanciata e mai veramente realizzata. In tal senso ripresi i contatti con l’amministrazione di Formello, guidata da poco più di un anno dal sindaco Gian Filippo Santi. L’intenzione è quella di lavorare sulle strutture esistenti a Formello, ovvero ricavare nuovi spogliatoi da quelli attuali, riqualificare la foresteria così come la Club House, realizzare nuovi campi da calcio (due quasi pronti al posto dei preesistenti da tennis) per avere continuamente sotto osservazione tutti i propri talenti. Nessuna cubatura in più. Al Comune è giunta una richiesta formale dalla Lazio per i lavori di ristrutturazione e a breve ci sarà un incontro per stabilire le priorità per ottenere subito le prime autorizzazioni e permessi. Attesa pure la delibera relativa al recepimento della Legge Nazionale sulla Rigenerazione Urbana, un provvedimento fondamentale per la riqualificazione di opere già esistenti e quindi per il centro sportivo biancoceleste, estraneo – continuano a ribadire dalla società e ora pure dal Comune – ai vincoli ambientali del Parco di Veio. Vincoli che Lotito è pronto a superare pure sul fronte stadio: «Lo faremo prima della Roma», disse pochi giorni prima dello scoppio dello scandalo. Oggi, affacciandosi sull’altra sponda del Tevere, mai previsione fu più profetica. Perché se la società giallorossa rischia d’impantanarsi nel caos di corruzione e arresti scoppiato intorno al futuro impianto di Tor di Valle, la Lazio si muove a fari spenti e comincia a vedere nuovi orizzonti. La cessione di Milinkovic potrebbe sovvenzionare almeno la metà dei lavori.
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