Lazio, Immobile, Milinkovic e Correa: gli uomini della svolta

Lazio, Immobile, Milinkovic e Correa: gli uomini della svolta
di Alberto Abbate
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Martedì 2 Febbraio 2021, 07:30

Anche Correa vuole tanto diventare moschettiere del re. E allora a Bergamo ritrova finalmente la rete, assente in campionato dal 21 novembre a Crotone. Ciro non timbra il cartellino perché stavolta agisce da leader per fare sbloccare un altro attaccante. Pensa alla Lazio e al resto della stagione dove tutti i big devono ritrovarsi per dare il loro contributo fondamentale. Non solo bomber con in mente la classifica marcatori (resta a quota 13 a -2 da Cr7), ma sempre più uomo-squadra, Immobile. Lo si evince dalle giocate: corre a tutto campo per aiutare, vola in cielo di testa per liberare Correa sul raddoppio biancoceleste. Assist spentosi sul palo precedentemente per un Milinkovic gigante. Davvero sempre più Sergente, comandante in campo e nelle statistiche fra duelli vinti (22), chilometri percorsi (quasi 13), palloni giocati (77) e occasioni da gol (2) create. Eccezionale pure la precisione del filtrante per Pereira (gol di Muriqi) quasi allo scadere. Con simili magie, per una giornata il Mago Luis Alberto si può limitare a inventare tocchi di suola senza dover essere lui a risolvere. Può uscire e far rimarginare con più calma i punti di sutura dopo l’intervento d’appendicite. Lo spagnolo aveva risolto il derby con una doppietta mirabolante, adesso si sveglia il Correa mancante. Tutti i moschettieri sono pronti per Inzaghi, appassionatamente. 
PRIMAVERA
Rinasce sempre Tucu a Primavera. Anzi, l’anticipa. Finalmente Correa torna in campo dal primo minuto e si sblocca. Segna la quarta rete (2 in Champions) contro l’Atalanta. Torre d’Immobile che lo libera. L’argentino controlla, s’invola, arriva in area, supera Gollini e la mette all’ultimo in porta. Spietata freddezza. Ironia del destino, di solito proprio la sua pecca. Invece Joaquin è lucido stavolta e riscatta un primo tempo mogio e anonimo con questo centro nella ripresa. Si rianima e speriamo sia l’ennesima svolta. Perché così è andata sempre da quando è sbarcato a Roma. Anche l’anno scorso si era “liberato” col Bologna il 29 febbraio a un girone (ultimo centro il 10 novembre) di distanza, poi però il Coronavirus bloccò subito la sua corsa. Invece emblematica fu la riscossa di due anni fa quando il Tucu divenne la costante decisiva (4 gol fra aprile e maggio) della Lazio chiudendo, tra le altre cose, la finale di Coppa Italia proprio contro l’Atalanta. Purtroppo infortuni e acciacchi continuano a minarne l’esplosione definitiva, ma la Lazio crede ancora in Correa. Ha rinunciato all’offerta last minute della Juve lo scorso mercato, ora Joaquin deve rimettere la quinta. Superare anche i suoi limiti emozionali per far decollare la sua carriera. Si è lasciato con la compagna Desiré Cordero ormai cinque mesi fa, pure in campo vuole voltare pagina. 
PORTA 
Alla tavola rotonda si unisce pure Reina. Incredibile come ordina gli spostamenti dei compagni dalla porta. Tutti lo seguono, è sempre più guida. Alla fine poi è lui a decidere dove mandare la palla. C’è una statistica pazzesca. Solo Milinkovic (nettamente migliore in campo) ha completato più passaggi (56) di Pepe (54) nell’ultima sfida. L’estremo difensore ha totalizzato 17 lanci lunghi accurati, almeno 8 in più di qualunque altro giocatore in campo di Lazio e Atalanta. Capito perché tutti i compagni abbracciavano il nuovo leader a fine partita? Si complica così sempre più il ritorno fra i pali di Strakosha: al di là del ginocchio gonfio e dell’operazione al momento scongiurata, permangono i problemi sul rinnovo di Thomas. Si discute per far sì che, infortuni permettendo, possa rientrare presto (al momento resta Gabriel Pereira) in rosa. 

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