Lazio, caccia al tesoro contro l'Apoel Nicosia

Giovedì 29 Novembre 2018 di Emiliano Bernardini
Il biglietto dei sedicesimi di finale è già nel taschino della giacca. La Lazio lo ha conquistato con due turni d’anticipo. Resta da capire se questo viaggio la i biancocelesti lo faranno in prima o in seconda classe. Al momento davanti c’è l’Eintracht, squadra lanciatissima sia in coppa che in campionato. Inzaghi dovrà essere bravo a gestire al meglio il momento. Turn over massiccio contro l’Apollon Limassol a Nicosia, c’è bisogno di centellinare le forze in vista dell’obiettivo Champions ma quella contro i ciprioti è una partita da non sbagliare perché il primo posto nel girone farebbe entrare nella casse laziali altri due milioni circa. «Ci crediamo tanto. Sappiamo che abbiamo tre punti di ritardo in classifica, però noi vogliamo vincere e fare una partita importante» rimarca Inzaghi. Ma c’è di più perché la Lazio deve imparare a non mollare mai nulla. Solo stando sempre sulla corda si può crescere e arrivare più lontani. Gli errori commesso lo scorso anno e che in parte si sono rivisti anche in questa stagione devono insegnare in fretta. Sullo sfondo il presidente Lotito che alcune domande comincia a porsele. E qualche segnale al tecnico l’ha già mandato. 

«VOGLIO GIOCARE SEMPRE»
Detto questo Inzaghi farà una vera e propria rivoluzione. Unico superstite Acerbi. È lo stesso calciatore ad aver dato l’ok al suo impiego, non ha bisogno di riposo: «Gioco perché è il mio lavoro e la mia passione. Io voglio sempre giocare, la mia testa non vuole saltare un minuto». Partita numero 140 di fila. A centrocampo, invece, cinque cambi su cinque. In avanti sarà ancora Caicedo-Correa. Un gol e un assist per l’argentino e una rete e due assist per l’ecuadoriano. Entrambi hanno giocato due gare di Europa League, tra l’altro mai insieme. Insomma se non segna uno c’è l’altro. Una statistica confortante visto che c’è anche un record da stabilire: quello di segnare per 10 gare di fila in Europa. Ora è a 9, numero sul quale si è fermata altre tre volte: nel 1999, nel periodo 2007-2009 e nella stagione 2015-16. Di spunti per non trasformare la sfida di questa sera in un allenamento del giovedì ce ne sono parecchi. E dovranno essere tutti bravi, chi per un motivo e chi per un altro, a sfruttare la chance. Per qualcuno, leggasi Caceres, suona un po’ come ultimo appello per non essere tagliato già a gennaio. Per altri, Murgia e Cataldi, servirà a capire cosa fare domani. Per altri ancora, vedi i vari Rossi, Armini, Guerrieri, un’occasione per entrare nel mondo dei grandi. Nessun dorma.
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