La storia di Fabio Quagliarella diventa un film documentario

La storia di Fabio Quagliarella diventa un film documentario
di Luca Uccello
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Giovedì 21 Ottobre 2021, 13:47

Fabio Quagliarella il miglior marcatore della Seria A tra quelli ancora in attività, è il capitano e simbolo della Sampdoria, è stato capocannoniere nella stagione 2018/19 con 26 goal e capace di andare a segno per 11 partite consecutive meritandosi il Premio Scirea, ha vinto 3 scudetti con la Juventus, facendosi amare a dismisura dai tifosi juventini e ancora oggi è rimpianto dal suo popolo, quello napoletano.

Fabio Quagliarella è un patrimonio del calcio tricolore, celebrato e scelto da Mola TV, OTT internazionale con una ricca offerta di sport in diretta, film, serie tv e documentari, per il suo sbarco sul mercato italiano, che avverrà nel medesimo giorno della premiere di Quagliarella – The Untold Truth, il 25 ottobre.

Perché sì, tutto è stato detto e scritto di Fabio, inteso come calciatore. Ma nulla o quasi fino ad oggi, nel dettaglio, è trapelato circa quanto avvenuto nella sua sfera privata: lettere minatorie, un processo, uno stalker, le accuse di diffamazione e la rinascita, una nuova giovinezza calcistica.

Ci sono volute ore di girato prima che Fabio si fidasse dei suoi interlocutori, l’autore Goffredo d’Onofrio e il regista Giuseppe Garau.

Troppo personale la vicenda. Poi il feeling sul set e le testimonianze, tra i tanti, di mister Massimiliano Allegri, Andrea Barzagli, Leonardo Bonucci, Giorgio Chiellini, Alessandro Del Piero e Simone Pepe lo hanno spronato ad aprirsi come mai prima d’ora, offrendo uno spaccato inedito di un ragazzo travolto da quanto di più lontano ci fosse da lui. Ci sono voluti 90 minuti, gli stessi di una partita di calcio, per raccontare la sorprendente verità.

Quagliarella – The Untold Truth è stato ideato e scritto da Goffredo d’Onofrio, con la regia di Giuseppe Garau. Prodotto da Mirwan Suwarso, in collaborazione con 20 Red Lights, vede Roberto Minotti direttore della fotografia; producer del progetto Arianna Dolini, editing a cura di William Weber e Alessandro Belotti.

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