Coppa Italia, la Samp si butta via, il Genoa ringrazia e prenota la Juve

Giovedì 26 Novembre 2020 di Marco Callai

Il Genoa vince in rimonta il derby della Lanterna numero 122 e si regala la Juventus per gli ottavi di Coppa Italia. Partita dai due volti. La Sampdoria si fa preferire per un’ora, sia per il gioco sia per la padronanza del campo, prima di crollare verticalmente perché incapace di reagire ai propri errori. La squadra di Ranieri va in vantaggio con Verre  (18’), non sfrutta diverse occasioni per il raddoppio e poi, complici defaillance dei singoli (la coppia Bereszynski-Leris sul pareggio, Silva sul terzo gol rossoblù), apre la strada al prepotente ritorno del Genoa, abbastanza impalpabile nei primi 45 minuti. Una doppietta di Scamacca (60’ e 72’) e un acuto di Lerager (68’) regalano una bella iniezione di fiducia a Maran in vista dell’importantissimo match di lunedì sera contro il Parma. Ranieri ha certamente molto da meditare sull’accaduto perché, in tutto e per tutto, la Samp butta via una partita decisamente incanalata sui propri binari.

LA PARTITA - Ranieri e Maran adottano, misuratamente, il turn over. Leris a destra, Verre sulla tre quarti e La Gumina punta centrale. Queste le principali novità tra le fila della Sampdoria. Rispetto a Udine, il Genoa cambia parzialmente pelle: tra i pali c’è Marchetti in luogo dell’infortunato Perin, Zajc al posto di Badel e davanti Shomudorov affianca Scamacca.

Dopo 5 minuti, la Samp va vicinissima al vantaggio: Verre verticalizza per La Gumina, destro di potenza alzato sulla traversa da Marchetti. All’11’ Thorsby, sempre nel vivo dell’azione, “arma” Silva dal limite dell’area: ancora il portiere del Genoa respinge con i pugni. Al 16’ ancora blucerchiati molto pericolosi con la girata di La Gumina fuori d’un soffio alla destra di Marchetti.  Verre è incontenibile e al 18’, dopo l’ennesimo recupero, mira all’incrocio. La traversa, questa volta, è amica e accompagna la sfera in rete. Il vantaggio, alla luce della mole di gioco creata, è meritato.

Il primo sussulto del Genoa è al 29’: Goldaniga, di testa, anticipa tutti sfiorando di poco il legno alla sinistra di Audero. Dopo la mezz’ora, sequela di lanci lunghi e Ranieri si spazientisce: “Non abbiamo Lukaku là davanti”. La Sampdoria mantiene, comunque, il controllo del campo e preme ancora alla ricerca del raddoppio: Silva e La Gumina non impensieriscono oltre modo Marchetti.

Nell’intervallo Maran riconfigura il larga parte la linea mediana. Fuori  l’impalpabile Zajc, sostituito da Badelj. In vista del delicato match interno contro il Parma,   Rovella lascia il posto a Melegoni.  La Sampdoria gestisce bene il primo quarto d’ora ma poi paga a carissimo prezzo una incredibile defaillance. La frittata la fanno, non intendendosi, Bereszynski e Leris. Pellegrini avvia la ripartenza, appoggia su Shomurodov che fornisce a Scamacca un comodissimo pallone da appoggiare in rete.

Black out Sampdoria. Al 67’ uno scatenato Pellegrini scodella in area per l’inserimento di testa di Scamacca: Audero compie un miracolo ma non è sufficiente perché Lerager, in campo da pochi minuti, si fionda sulla sfera e castiga, come nel luglio scorso in campionato, ancora una volta la Sampdoria. La difesa di Ranieri si abbandona a un sonno profondo. Al 72’ il Genoa realizza addirittura il tris: Silva controlla male la palla in mediana, Badelj ne approfitta e imposta la fuga di Scamacca. Dalla distanza, il centravanti impallina ancora Audero. E' il terzo gol del giovane romano nei derby in meno di un mese.

La Samp è incapace di reagire, Ranieri tardivamente inserisce Candreva e Gabbiadini. Fretta e imprecisione sono nemiche dei blucerchiati. Il Genoa si difende bene e porta a casa la qualificazione.

Ultimo aggiornamento: 20:39
© RIPRODUZIONE RISERVATA