La Lazio sfida il passato: ospita il Genoa dei tanti ex. In avanti Immobile-Caicedo

Domenica 23 Settembre 2018 di Emiliano Bernardini
La sconfitta del 5 febbraio come manifesto di quello che non deve assolutamente riaccadere: il Genoa, sfruttando l’ennesimo calo di concentrazione, passò all’Olimpico per 2-1. Una delle peggiori gare giocate dalla Lazio soprattutto a livello mentale. I black out sono il tema costante degli approfondimenti di Inzaghi nel post-match. Lo ha fatto sia venerdì sia ieri dopo il successo in Europa League contro l’Apollon Limassol. Troppe volte la Lazio, in questo periodo, ha mostrato dei preoccupanti svarioni. Passi contro Frosinone, Empoli e i ciprioti, ma il Genoa è fatto di ben altra pasta e rischiare situazioni simili a quelle passate potrebbe essere deleterio. Da non dimenticare gli otto successi consecutivi tra il 2012 e il 2016. I rossoblù, come rimarca Inzaghi in conferenza, «sono ben allenati e organizzati. Dovremo essere feroci, lucidi e forti nei contrasti. Non avremo molti spazi per le nostre giocate». Tradotto serve maggiore cinismo e meno leziosità. Quelli evidenziati in negativo da Acerbi dopo la sfida di Europa League.

INSIDIE
«Sì, dobbiamo migliorare, bisogna essere più cinici, non lo nascondiamo. Dobbiamo ritrovare il gol con più facilità, vogliamo continuare, non possiamo concederci passi falsi nel percorso di crescita», avverte Inzaghi alle prese con diversi dubbi di formazione. Il tecnico conosce bene le insidie che si nascondo nelle pieghe di una gara come quella di oggi pomeriggio. Una settimana al derby. Il tempo stringe e la Lazio ha bisogno di ritrovare quella sicurezza che l’anno scorso le permetteva di essere una delle squadre più forti del campionato: «Sto cercando di trovare l’equilibrio giusto, che non è quello di vincere tutte le partite 1-0, né quello della scorsa stagione di vincere 7-3». 

LEADERSHIP
Insomma qualche problemino c’è ma nulla di grave anche perché le vittorie, in qualsiasi modo arrivino, danno morale. I biancocelesti hanno bisogna di ritrovare i colpi dei leader. Luis Alberto ha lanciato segnali di risveglio, ma andrà in panchina: «È in crescita, ha fatto due gol importanti ma ci aspettiamo dei miglioramenti continui da lui. Sa che ha la nostra fiducia, tornerà a essere devastante». Continua a viaggiare nell’ombra, invece, Milinkovic. Doveva essere il craque del mercato estivo, per ora, è finito solo al centro delle critiche. Appunti che il gigante serbo non ha gradito come rivela Inzaghi: «È un ragazzo sensibile, probabilmente ha sentito qualche critica piovuta addosso dall’ambiente, lo vedo migliorato. Sa di avere grandissima fiducia, a breve tornerà a fare la differenza». La speranza è che la firma che metterà domani sul contratto acceleri questo ritorno al sorriso. La posizione che gli ha ritagliato Inzaghi per questa gara probabilmente servirà a fargli prendere qualche responsabilità in più.

MI RITORNI IN MENTE
La Lazio deve combattere contro i suoi attuali limiti ma anche abbattere i fantasmi del passato: Ballardini, Marchetti, che torna per la prima volta da ex, e Pandev. Quest’ultimo ha già segnato sei gol ai biancocelesti. Ha il dente avvelenato con il presidente Lotito e non lo nasconde tutte le volte che ne ha la possibilità. Un ospite poco gradito, i fischi si sprecheranno anche se lui finge di non capirne il motivo. «Migliorare la mira», è il diktat di Inzaghi. Immobile si è scaldato giovedì strappando il rigore dai piedi di Caicedo con cui farà coppia questo pomeriggio. Una “pazza idea” per cancellare il grigio e ridipingere tutto solo di biancoceleste.
  Ultimo aggiornamento: 14:57


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