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Juve, Pirlo: «Mi dispiace per Gattuso, ma io ho già i miei problemi...»

Venerdì 12 Febbraio 2021 di Alberto Mauro
Juve, Pirlo: «Mi dispiace per Gattuso, ma io ho già i miei problemi...»

«Spiace per il momento complicato di Gattuso, ma io devo pensare ai miei di problemi». Dopo sei vittorie consecutive e lo scalpo dell’Inter in Coppa Italia, la Juve ha l’occasione di mettere in seria difficoltà il Napoli di un Gattuso sempre più traballante. L’amicizia con Pirlo è inossidabile, ma domani sera l’allenatore bianconero non ha intenzione di fare sconti. «E’ una sfida importante per entrambe le squadre, stile Supercoppa, ci sarà grande tensione per la posta in palio. Noi guardiamo chi abbiamo davanti e non quelle dietro, vogliamo vincere per accorciare il gap con le milanesi, non per eliminare il Napoli dalla corsa scudetto. Gattuso al capolinea? Fa parte del nostro lavoro, pensiamo a fare il massimo, la prepariamo per vincere». 

Juve, Pirlo col Napoli ancora senza Dybala. In difesa c'è de Ligt

Infortuni. «Arthur ha una calcificazione che bisognerà valutare di giorno in giorno. Gli dà fastidio, ha molto dolore. Dybala sta facendo il suo lavoro di recupero, il dolore al ginocchio persiste, molto dipende da come si sentirà nei prossimi giorni. Bonucci è un po’ affaticato ma oggi si allenerà con noi, stesso discorso per Ramsey. McKennie ha avuto un fastidio all’anca, ora sta abbastanza bene».

Andata e polemiche. «Ormai è acqua passata, ci siamo già incontrati in Supercoppa. Prima il ritorno dell’andata? Non cambia niente. Sono sempre tre punti in palio, non c’è problema per la regolarità del campionato».

Crescita. «Dopo la sconfitta con l’Inter abbiamo alzato il livello, capito gli errori e siamo ripartiti. Cambio di gioco? Sono scelte mie in base all’avversario, con l’impostazione che rimane però sempre la stessa. Non è sempre possibile andare a prenderli alti, visto che giochiamo ogni 3 giorni».

Quota scudetto. «Più di 80 punti sicuro. Ma rispetto agli altri anni qualche punto in meno forse. Si è abbassata la quota perché ci sono tanti impegni e tante squadre forti, quindi è difficile che qualcuno mantenga ritmi alti».


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