Juventus Campione, ecco le pagelle dell'ottavo scudetto

Sabato 20 Aprile 2019 di Alberto Mauro
Allegri 8 Conquista il quinto Scudetto consecutivo personale ed entra nella storia della Juventus, insidiando Lippi e Trapattoni sul podio degli allenatori più vincenti in bianconero. Gestisce alla grande lo spogliatoio, entra subito in sintonia con Ronaldo, mantiene la tensione al massimo per tutta la stagione conquistando un margine stratosferico sul Napoli. Ma nel bilancio pesano prepotentemente le due eliminazioni in Coppa Italia e in Champions, la Juve chiude con Scudetto e Supercoppa, troppo poco per soddisfare la piazza.

Chiellini 9 Capitano, leader difensivo, cuore e polmoni della Juventus. Ha raccolto l’eredità di Buffon rilanciandola in Europa, dal punto di vista personale migliora stagione dopo stagione, confermandosi ormai da anni ad altissimi livello. Se la gioca con Ramos e con i migliori al mondo nel suo ruolo, simbolo di una Juve che lotta e non si arrende mai. Unico punto debole il polpaccio che lo tiene fuori nei quarti contro l’Ajax. Assenza decisiva.

Ronaldo 9 E’ arrivato per fare la differenza in Champions ma si è preso tutto. Decisivo nel girone e puntuale nelle fasi finali contro Atletico Madrid e Ajax, sua la rete che ha deciso la Supercoppa, secondo giocatore più utilizzato in rosa, miglior marcatore stagionale. Una continuità sorprendente per il 34enne portoghese che dalla doppietta contro il Sassuolo non ha più smesso di segnare. Il valore aggiunto della Juve , ma da solo non basta.

Szczesny 7,5 La consacrazione, la prima stagione da titolare non si scorda mai. Dopo l’apprendistato all’ombra di Buffon Allegri ha deciso di puntare forte su di lui, relegando Perin ad alternativa, e il polacco ha risposto con prestazioni all’altezza: solido, sempre sul pezzo, nessun errore decisivo. Ha fatto la differenza soprattutto in Champions, blindando la porta e salvando la Juve dall’imbarcata a Madrid, tenendo la Juve in partita finché ha potuto contro l’Ajax allo Stadium.

Perin 6,5 Non è mai facile accettare il ruolo di alternativa, anche in una squadra al top come la Juventus. Ma Mattia si è sempre fatto trovare pronto quando Allegri ha avuto bisogno di lui, rispettando ruoli e gerarchie senza sbuffare. A Bologna si è preso la Juve con una parata alla “Buffon” su Sansone, intervento ad altissimo coefficiente di difficoltà e decisivo per la vittoria bianconera dello Scudetto.

Pinsoglio ng

Bonucci 7 L’Erasmus a Milano non gli ha giovato, ha perso l’occasione di aggiungere uno Scudetto alla bacheca e a inizio stagione ha faticato a ritrovare gli automatismi con Chiellini. Qualche difficoltà in marcatura superata con personalità e lanci illuminanti: il migliore contro il Manchester United per il gol al volo di Ronaldo, immune al turnover e protagonista assoluto della cavalcata in campionato, in Champions senza Chiellini evidenzia tutti i suoi limiti in marcatura.

Rugani 7 Aveva bisogno di una notte come quella di Amsterdam - il suo personalissimo esame di maturità - per convincere tutti. Al ritorno sbanda come tutta la Juve, ma il futuro della difesa è in buone mani, il rinnovo di contratto è un segnale importante. Avrebbe solo bisogno di un po’ di continuità ma l’apprendistato all’ombra di Chiellini e Bonucci frutta, aspettando la sua occasione.

Caceres 6 Allegri l’ha scelto soprattutto per la sua esperienza internazionale e con la maglia bianconera, Martin ha risposto alle aspettative facendosi trovare pronto quando è stato chiamato in causa. Peccato per l’infortunio nel finale di stagione, perché con il problema al polpaccio Chiellini avrebbe avuto molte più chances, soprattutto in Champions.

Barzagli 6 Sufficienza piena per l’ultima stagione in bianconero, al netto degli infortuni. Un 9 alla carriera per uno dei migliori e più longevi difensori centrali italiani. Uno degli investimenti più indovinati della gestione Marotta, appena 500mila euro per il pilastro difensivo perno della BBC per 9 stagioni, con un futuro nello staff di Allegri davanti a lui. 

Alex Sandro 6,5 In crescita rispetto allo scorso anno ma ancora lontano da quello che aveva rapito tutti alla prima stagione in bianconero. Più prudente, meno dirompente. Ha assestato la fase difensiva sacrificandosi in attacco. Un peccato; era una furia, ora non fa più la differenza.

Spinazzola 7 Non ha accusato il salto dalla provincia alla Juventus, e questo la dice lunga sulla sua personalità. Fuori per più di mezza stagione causa infortunio, è tornato nel momento decisivo e Allegri l’ha scelto dal primo minuto contro l’Atletico Madrid a Torino: l’investitura ufficiale.

Cancelo 7 Che fosse uno dei migliori esterni in circolazione si sapeva, la Juve ha avuto il merito di investire su di lui mettendo a disposizione di Allegri un attaccante aggiunto in più. Ha l’inclinazione, la tecnica e la mentalità dell’esterno offensivo e ha regalato giocate e assist da campione. Ma deve migliorare in fase difensiva, Allegri (e dall’anno prossimo Barzagli) ci stanno lavorando.

De Sciglio 6,5 Una delle sorprese stagionali, ha superato la diffidenza dei tifosi confermandosi valida alternativa a Cancelo sulla destra. Più difensivo e diligente del portoghese ma con una costanza di rendimento difficile da immaginare a inizio stagione.

Pjanic 6,5 Limitato da problemi fisici (pubalgia), alterna prestazioni di regia illuminata (come agli ottavi contro l’Atletico) a partite in affanno come nel doppio confronto contro l’Ajax. Complessivamente si è confermato è uno dei punti di forza di una Juventus che nel suo ruolo non ha alternative, anche per questo motivo Allegri quando può non se ne priva. 

Emre Can 7,5 Una piacevole conferma: jolly, incursore, difensore aggiunto, regista davanti alla difesa e mezz’ala. Fa praticamente tutto e lo fa bene, conquistandosi i gradi di titolare nelle gerarchie di Allegri. Ha allarmato il mondo juventino a inizio stagione a causa di un intervento per un nodulo tiroideo che l’ha tenuto fuori dal campo per un po’, da quando è tornato Allegri non l’ha più tolto.

Bentancur 7 Il ragazzo ha stoffa, e crescere accanto a Khedira, Pjanic e Matuidi è un privilegio raro. Titolare nell’Uruguay, prima scelta in bianconero. All’occorrenza regista o esterno, me rendo di più sulla mezz’ala, ad Amsterdam ha tenuto in piedi il centrocampo juventino quasi da solo.

Matuidi 7 Paga un po’ di stanchezza, come Mandzukic, a causa del Mondiale ma la sua esperienza è un fattore decisivo nella conquista dello Scudetto. E’ l’equilibratore tattico di una Juve che lo segue in fase offensiva e difensiva. Corre senza sosta e recupera palloni trasformandoli in potenziali occasioni.

Khedira 6 Stagione complicata da problemi fisici a ripetizione: prima l’operazione per risolvere l’aritmia cardiaca, poi l’infortunio che lo ha limitato nel finale. E’ tornato nel momento più caldo, ma si è fermato di nuovo per operarsi al ginocchio: annata maledetta. 

Douglas Costa 5 Unica insufficienza e probabile addio in estate. Dopo aver estasiato i tifosi con un finale straordinario della scorsa stagione si è perso. Tra le cinque giornate per squalifica dopo lo sputo a Di Francesco, l’incidente in macchina e i successivi infortuni non si è più visto. Tornato col botto ad Amsterdam – suo il palo nel finale – è di nuovo K.O., stagione da dimenticare.

Bernardeschi 7,5 Ottima stagione, con punte di eccezionalità. Come il ritorno degli ottavi contro l’Atletico Madrid, la tesi di laurea di Federico in storia juventina. Allegri lo ha schierato un po’ ovunque: mezz’ala ed esterno di centrocampo, trequartista, esterno offensivo o seconda punta, lui ha sempre fatto l’interesse della squadra, strappando e sfornando cross al bacio per Ronaldo e Mandzukic. Ormai è un punto di riferimento.

Cuadrado 6 Ottima partenza, poi l’operazione al ginocchio e il lungo stop che hanno convinto Allegri anche ad escluderlo dalla lista Champions. E’ tornato contro la SPAL, lo stavano aspettando tutti.

Dybala 6,5 La Joya non sorride più. Non è più titolare, raramente decisivo, talvolta addirittura un equivoco tattico nel 4-3-3 di Allegri. Ha provato ad arretrare il raggio di azione ma ha perso in termini di gol (appena 10 reti da inizio stagione) e assist allontanandosi dalla porta, è stata la sua stagione più complicata da quando è arrivato a Torino, forse l’ultima. 

Mandzukic 6,5 Inizia col botto, sull’onda della finale della Coppa del Mondo, segna gol decisivi negli scontri al vertice con Inter e Roma e si rivela la spalla ideale per Ronaldo. La sua fisicità fa la differenza, in calo nel finale e ancora a secco nel 2019, fuori fino a fine stagione per noie al ginocchio.

Kean 7,5 La rivelazione, un gioiello in prospettiva. Ha bruciato le tappe anche in prima squadra, confermandosi a suon di gol e partite spaccate dalla panchina. Allegri fa fatica ad arginarlo, il suo bottino è straordinario: 11 presenze stagionali, 7 gol fatti (compreso quello Scudetto a Ferrara), volto nuovo della Nazionale di Mancini e – in attesa del rinnovo del contratto – potenziale crack per il futuro dell’attacco juventino Ultimo aggiornamento: 21:06


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