Buffon: «Con Sarri non è scattata la scintilla. Pirlo? Non ha fallito alla Juventus»

Buffon: «Con Sarri non è scattata la scintilla. Pirlo? Non ha fallito alla Juventus»
di Alberto Mauro
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Martedì 23 Novembre 2021, 14:28

La maglia del Parma sulle spalle, quella bianconera tatuata sulla pelle. Gigi Buffon ha deciso di rimettersi in gioco in Emilia, dove è iniziato tutto, ma il cuore e la testa spesso lo riportano dove ha vissuto 19 stagioni e 685 presenze in campo da protagonista con la maglia della Juventus. Il portiere si confessa a Tiki Taka, dal rapporto complicato con Sarri, all’idea Atalanta fino al prossimi Mondiali. «Sarri a Torino ha avuto tante difficoltà, specie all’inizio. Quando è arrivato ha avuto qualche piccolo attrito con qualcuno e la scintilla non è scattata. Si è accorto di non riuscire a fare il tipo di lavoro che voleva, ha dovuto mediare, e questo per lui è avvilente. Non aveva quell’entusiasmo che di solito uno come lui ha. Il mio ritorno alla Juve? Dopo aver giocato l’ottavo di finale con il PSG e vinco contro il Manchester, con la Juve sconfitta contro l’Atletico due a zero a Madrid, ero felice ma non mi sentivo a mio agio per la sconfitta bianconera. Avrei potuto dare una mano. E questa cosa ha pesato sulle mie scelte».

«Quando mi ha chiamato la Juve ho risposto che non mi faceva impazzire l’idea di fare da secondo ma tornare a vincere è stata la cosa che ha pesato di più. Pirlo? Un allenatore che vince Coppa Italia - afferma Buffon - Supercoppa e che arriva in Champions non ha fallito e su Donnarumma penso che abbia fatto una scelta più che giustificata. Anche se ha difficoltà in questa stagione, ma avrà la titolarità nel prossimo futuro. Discorso simile per Ronaldo: se non era più convinto di rimanere ha fatto bene ad andarsene. E Allegri ha fatto bene a tornare perché si vede che è convinto di poter incidere».

Una Juve a due velocità: schizza in Europa ma fatica a reggere il ritmo in campionato. «La Juve non gioca male, quando vince lo fa da squadra solida, imbruttisce la partita ma non gioca male. Non abbiamo vinto la Champions League perché Barcellona e Real erano più forti di noi per tre volte. In qualsiasi momento la Juve sorprende e può avere colpi di reni che possono risollevarla nei momenti difficili. Certo, in questi anni vincere in Champions contro certi avversari è diventato davvero complicato». Era quasi fatta con l’Atalanta: «Gasperini lo sa, è successo che nel momento in cui avevo deciso di andare a Bergamo ho parlato con i dirigenti della Juve e con Pirlo che mi hanno convinto a restare. A Gasperini e le sue chiamate mi hanno gratificato moltissimo. I Mondiali? Questa è la scusa per continuare a giocare. È la motivazione che mette d’accordo tutti».

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