Juventus, il calcio totale di Allegri: la tecnica al di là degli schemi

Giovedì 14 Marzo 2019 di Mimmo Ferretti
Massimiliano Allegri

Viva la faccia di Max Allegri. Che in un mondo di parole a mestiere e false verità come quello del calcio, dove la convenienza sta alla base di qualsiasi mossa, non si preoccupa minimamente di frenare la propria coscienza. E di dire esattamente ciò che pensa. Ad esempio: gli rinfacciano, praticamente a ritmo quotidiano, di non far giocare bene la Juventus? «Chi mi critica si facesse curare... Io lo dico sempre: ci vogliono i dottori bravi....», ha dichiarato dopo il capolavoro allestito l'altra sera contro l'Atletico Madrid. Fabio Capello, uno che di calcio e di allenatori un po' se ne intende, l'ha etichettato come il migliore in campo. Più bravo addirittura del fantascientifico Cristiano Ronaldo. Perché il piano tecnico-tattico attraverso il quale ha distrutto il Cholo Simeone sarebbe da prendere e portare in visione agli allievi del supercorso di Coverciano. Eppure, Max non piace; non soddisfa i palati di chi si ciba di se stesso e delle proprie certezze. E così alla prima occasione ripartirà il coro dei denigratori: Allegri non fa giocare bene la squadra. Che, poi, bisogna mettersi d'accordo su un punto: cosa vuol dire giocare bene? Forse rispettare al cento per cento i canoni del calcio che sta scritto sui libri? Allegri, in questo senso, ha sempre preferito andare per conto proprio. Scegliendo una strada che alla Juventus l'ha portato a vincere quattro scudetti e trequarti in cinque anni. Poco? Fate voi. «Nel calcio si fa troppo teoria, ormai. Il calcio non è il basket che si gioca con le mani e su un campo di dimensioni ridotte: lì puoi affidarti a uno schema, tanto se non ti riesce dai la palla al più bravo che fa uno contro uno e va al tiro. Su un campo di centodieci metri, dove si gioca con i piedi e ci stanno i contrasti, è complicato fare uno schema. Non vincono gli schemi, ma vincono i gesti tecnici dei calciatori. Il calcio è semplice: organizzazione difensiva e tecnica individuale», il suo credo. Eretico, per molti. Pratico, per noi.

FILOSOFI DEL NULLA
Conta vincere, si sa. E vincere sa di bello. Sempre e comunque. Se tu giochi male, solo raramente riesci a vincere: giusto? Questo significa che le squadre di Allegri, che hanno vinto tanto, non hanno quasi mai giocato male. L'avesse fatto uno dei santoni del calcio mondiale, uno tutto diagonali, pressing, coperture preventive e schemi ripetuti all'infinito, ciò che ha fatto Max contro l'Atletico oggi si scriverebbe l'ennesimo capitolo dell'enciclopedia sulla sua inarrivabile genialità. Allegri contro l'Atletico è stato geniale all'ennesima potenza, qualcuno se ne è accorto e così ora si parla di un fuoriclasse. Come se quanto fatto in precedenza fosse stato frutto del caso. Intanto chi fa giocare bene la propria squadra, senza aver mai vinto niente, viene considerato a prescindere un maestro. Ma maestro de che?




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