Juventus, dimissioni di Agnelli e Nedved. Lascia anche tutto il Cda. Voci sul ritorno di Del Piero

L’inchiesta sugli stipendi e le plusvalenze alla base della svolta di Elkann

Juventus, Agnelli e Nedved si dimettono insieme a tutto il Cda
di Alberto Mauro
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Lunedì 28 Novembre 2022, 21:35 - Ultimo aggiornamento: 30 Novembre, 09:47

Terremoto alla Continassa, con le dimissioni dell’intero Cda della Juventus, compreso il presidente Andrea Agnelli, al termine di un Consiglio di amministrazione straordinario nel tardo pomeriggio di ieri. Non è un fulmine a ciel sereno perché le voci di possibili rivoluzioni ai piani alti societari si rincorrono da mesi, ma sorprendono le tempistiche e soprattutto le dimissioni in blocco, a meno di un mese dall’assemblea degli azionisti rinviata già due volte, e in programma il prossimo 27 dicembre. Si chiude l’era Agnelli dopo 12 anni ricordati per i 9 scudetti consecutivi, l’operazione Cristiano Ronaldo ma anche il progetto Super League e le ultime vicende giudiziarie. 

PIAZZA PULITA

L’indagine Prisma e le recenti contestazioni della Consob hanno accelerato un processo già avviato, la scelta è di John Elkann in prima persona, dopo la serie di risultati sportivi non soddisfacenti nell’ultimo biennio e un bilancio sempre più in rosso. Non a caso nel comunicato della società è stato annunciato il nuovo direttore generale della Juventus, Maurizio Scanavino, 49 anni, ad e dg del gruppo Gedi, e braccio destro proprio di John Elkann. Non sono le prime dimissioni di un Cda in casa Juve, l’ultima risale al maggio 2006: anche all’epoca si dimise in blocco, compresi Luciano Moggi, Roberto Bettega e Antonio Giraudo, travolti dallo scandalo intercettazioni e diverse inchieste giudiziarie, anche in quel caso dopo un ciclo di 12 anni. Dalla serata di ieri lasciano ufficialmente le rispettive cariche Andrea Agnelli, il suo vice Pavel Nedved, l’amministratore delegato Maurizio Arrivabene e i membri Laurence Debroux, Massimo Della Ragione, Katryn Fink, Daniela Marilungo, Francesco Roncaglio, Giorgio Tacchia e Suzanne Keywood.

Arrivabene per il momento resterà in carica con deleghe per l’amministrazione nel periodo di transizione, oggi sarà comunicato il nome del nuovo presidente ad interim, per il futuro i tifosi sognano il ritorno in grande stile dell’ex capitano Del Piero, e tra i nomi valutati c’è anche quello della dimissionaria Suzanne Keywood. «Su proposta del presidente Andrea Agnelli e onde consentire che la decisione sul rinnovo del Consiglio sia rimessa nel più breve tempo possibile all’Assemblea degli Azionisti - si legge nel comunicato ufficiale - tutti i componenti del Consiglio di Amministrazione presenti alla riunione hanno dichiarato di rinunciare all’incarico. Per le stesse ragioni, ciascuno dei tre amministratori titolari di deleghe (il presidente Andrea Agnelli, il vicepresidente Pavel Nedved e l’amministratore delegato Maurizio Arrivabene) ha ritenuto opportuno rimettere al Consiglio le deleghe agli stessi conferite. Il Cda della Juventus proseguirà la propria attività in regime di prorogatio sino all’Assemblea dei soci che è stata convocata per il 18 gennaio 2023».

ADDIO E RIVENDICAZIONI

Andrea Agnelli ha scritto una lettera a tutti i dipendenti rivendicando i successi sul campo: «Quando la squadra non è compatta si presta il fianco agli avversari e questo può essere fatale. In quel momento bisogna avere la lucidità e contenere i danni: Stiamo affrontando un momento delicato societariamente e la compattezza è venuta meno. Meglio lasciare tutti insieme dando la possibilità ad una nuova formazione di ribaltare quella partita». E ancora, la sfida a chi verrò dopo di lui: «La nostra consapevolezza sarà la loro sfida: essere all’altezza della storia della Juventus». La moglie Deniz Akalin ha rincarato la dose sui social. «Dopo 12 anni di lavoro giorno e notte oggi chiudi un capitolo della tua vita da presidente della Juventus. Solo io e te sapremo tutti i sacrifici che hai fatto, gli sforzi che ci hai messo. Nove campionati consecutivi di A, 5 Coppe Italia, 4 Supercoppa e 5 Scudetto femminili consecutivi. Nessuno te li può togliere e dubito che qualcuno riuscirà mai ad avvicinarsi a vincere 29 trofei. La responsabilità ce l’hai nel sangue - mai una volta che te ne sei scappato, anche quando significava prenderti la colpa per gli altri -. Ci metti sempre la faccia, vorrei avere la metà del tuo coraggio e della tua integrità. C’è solo un presidente e per me lo sarai per sempre tu».

 

 

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