Löw, se ne va il ct della Merkel. Da Rangnick a Matthäus, ecco i possibili successori

Löw, se ne va il ct della Merkel. Da Klopp a Matthaus, ecco i possibili successori
di Leone Ferri
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Martedì 9 Marzo 2021, 14:14 - Ultimo aggiornamento: 15:13

Mangeranno ancora insieme il cordon bleu con le patatine che piace tanto a Joachim Löw e che è una delle specialità del cuoco di Angela Merkel. Però almeno uno di loro non sarà più a capo ufficialmente della Germania, quella calcistica per il momento. Perché il tecnico ha annunciato oggi l'addio alla nazionale dopo 15 anni da commissario tecnico e 17 nello staff (dal 2004 per due anni è stato il vice di Klinsmann). 

Quando Löw è diventato l'allenatore della Germania, la Merkel era cancelliera da un anno. Per dieci anni i due - che spesso si ritrovavano a cena per parlare di calcio sì, ma solo maniera marginale - sono stati legati da un filo sottile: uno è stato il nono allenatore dopo la seconda guerra mondiale, l'altra il nono cancelliere (se si escludono i nove giorni di Walter Scheel nel 1974). Per quindici anni sono stati il volto della politica e del calcio tedesco, sfidando lo scetticismo iniziale. Entrambi cristiani, entrambi figli di angoli dimenticati della Germania: la Merkel arriva dal nord-est protestante, Löw dal suo sud-ovest cattolico. Ma i tedeschi amano l'autorità e il prestigio più del fascino del carisma e piano piano Joachim e Angela sono diventati leader con la forza delle idee, seppur attraversando "dolorose sconfitte" come le ha definite Löw nella lettera d'addio.

 

Hanno aperto le porte al multiculturalismo del Paese: quella di Löw è stata la nazionale che più ha beneficiato della riforma di Schröder sulla doppia cittadinanza: da Ozil e Mustafi a Khedira e Sané, tutti con doppio passaporto ma che hanno scelto la Germania. Tanto che il tecnico nel 2016 ha anche vinto il Bambi Integration Prize. La Merkel ha trattato in prima linea il tema dei rifugiati, riuscendo a tenere unito per tutti questi anni il Paese leader dell'Unione Europea. Nel 2018 hanno vissuto i momenti più difficili dei loro mandati, ma sono rimasti in sella: uno ha superato la crisi post Mondiale in Russia, dove la Germania fu eliminata al primo turno come mai era successo nella sua storia, l'altra la crisi di governo sulla questione migranti. 

Da Klopp a Matthaus, i possibili successori

Per la Federcalcio tedesca però è già arrivato il momento di pensare al futuro: il sogno è Klopp, che al Liverpool sta vivendo la sua annata più difficile in Premier League, dove è scivolato all'ottavo posto. Rischia di rimanere fuori dalle coppe a due anni dal trionfo in Champions. Difficile però che un allenatore viscerale come Jurgen decida di vestire i panni più diplomatici del commissario tecnico. E in conferenza è stato lui stesso a smentire. In Germania si fa il nome dell'ex Inter Lothar Matthäus, ora ospite dei salotti delle tv sportive tedesche. Da allenatore non ha collezionato grandi successi, ma conosce l'atmosfera della nazionale come pochi altri. Poi c'è Flick, attuale tecnico del Bayern Monaco che nell'ultimo anno ha vinto tutto ciò che c'era da vincere. Un'altra stagione di questo tipo gli consentirebbe di lasciare da vincente assoluto e perché no, dedicarsi alla nazionale. Profilo intrigante anche quello di Ralf Rangnick, direttore sportivo-allenatore accostato a Milan e Roma, che guiderebbe un nuovo corso di giovane Germania. 

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