​Italia, la strana vigilia di De Rossi: il toto formazione lo dà in panchina

Domenica 12 Novembre 2017 di Alessandro Angeloni
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dal nostro inviato
MILANO Che strana vigilia quella che sta vivendo Daniele De Rossi. Il toto formazione lo dà in panchina contro la Svezia, a San Siro. L'ultimo appello per l'Italia, l'ultimo per lui e non solo. Tutti i "senatori" sono chiamati allo sforzo supplementare per non riporre in cantina il sogno Mondiale e per continuare a vestirsi di azzurro.

Ma lui, Daniele tifoso della Roma e della Nazionale, è il senatore che non potrà contribuire personalmente al verdetto finale, o almeno non sarà nella formazione di inizio partita. Lui che questa Nazionale la conosce da 13 anni, dal settembre del 2004, quando ha esordito, con gol, a Palermo contro la Norvegia e ora rischia di lasciare dopo un autogol, quello di Solna; lui che ad oggi è il miglior marcatore in attività (21 reti) con addosso la maglia azzurra; lui che la casacca della Nazionale l'ha vestita per 117 volte, vincendo anche un Mondiale, nel 2006, a ventitré anni.

Ventura stavolta sceglie di puntare su altri, su forze più fresche a centrocampo: Daniele a Solna non è stato brillante, e la seconda partita in tre giorni potrebbe soffrirla più di altri, visto che non è più un ragazzino, ha 34 anni e non sono pochi. Il tempo passa, brutalmente. Ma il discorso vale per lui e non per Barzagli, che di anni ne ha addirittura due più di lui. Barzagli, come De Rossi, andrà in campo come fosse l'ultima volta. Lui sì, può decidere, Daniele no. In caso di sconfitta i senatori dovranno salutare la Nazionale e la Nazionale dovrà salutare (e ringraziare) i senatori.

Per Buffon, stesso discorso di Barzagli e De Rossi. Diverso se l'Italia, e le possibilità ci sono, si qualificherà per la fase finale in Russia. La BBC, De Rossi accompagneranno ancora la Nazionale e ne saranno protagonisti e trascinatori e lui sarà il primo a esultare. Tutto in una notte, insomma, sotto i riflettori di San Siro. Ce la metteranno tutta per regalarsi questo sogno: De Rossi non avrà il destino nei suoi piedi, ma in quelli di alcuni amici con cui ha diviso mille battaglie azzurre. Sarà bello lo stesso, ma non proprio la stessa cosa.
 

Ultimo aggiornamento: 13 Novembre, 00:52 © RIPRODUZIONE RISERVATA