Italia-Armenia, una notte con vista Europeo

Lunedì 18 Novembre 2019 di Ugo Trani
dal nostro inviato
PALERMO
L’esame è per l’Italia di scorta e non più per il suo ct che, da quando è seduto su questa panchina, vive di record e di elogi. Mancini, stasera a Palermo, si può mettere al petto l’ennesima medaglia: nessun collega che lo ha preceduto in azzurro ha mai vinto 10 partite su 10 nell’anno solare. Lui è vicinissimo a tagliare a braccia alzate il traguardo nelle qualificazioni per Euro 2020: se la Nazionale, nell’ultima giornata del gruppo J, supera pure l’Armenia, il ct fa l’en plein e al tempo stesso allunga la sequenza di successi consecutivi (sarebbe l’11°). Ma, più che alle cifre che lo accompagnano dal maggio 2018 e da 18 partite, il suo pensiero nella notte siciliana va già ai 23 da chiamare a maggio per la competizione continentale. Ecco, dunque, la verifica allo stadio Barbera, dando spazio a chi non è stato titolare venerdì a Zenica contro la Bosnia. Vuole conoscere meglio alcuni interpreti e testarli a livello internazionale. 
VALUTAZIONE IN CORSO
Così, analizzando la formazione di partenza, è semplice capire dove indirizzerà lo sguardo Mancini che, dopo questa partita, avrà a disposizione solo le 2 amichevoli di marzo e l’ultima prima dell’inizio delle competizioni europee (se ci sarà spazio, la Federcalcio proverà ad organizzarne anche una seconda). Il test per i singoli è, dunque, fondamentale. Il ct, del resto, ha escluso esperimenti da qui al 12 giugno quando l’Italia, all’Olimpico, giocherà la gara inaugurale che sarà pure la prima delle tre fissate in calendario nello stadio della Capitale. «Almeno cinque-sei cambi li farò». Volta, dunque, pagina dopo il convincente successo di venerdì a Zenica contro la Bosnia. Annuncia chi sarà di sicuro in campo: Sirigu, Romagnoli, Biraghi, Chiesa, Immobile e anche Bonucci «se sta bene». A loro bisogna aggiungere Jorginho che è il suo riferimento in campo. Non svela, invece, le novità. Perché anche stamattina cercherà di capire come intervenire sul suo 4-3-3 per non snaturare lo spirito che ha contraddistinto la Nazionale nella striscia delle 10 vittorie consecutive.
COPIONE CONFERMATO
«Anche con interpreti diversi, la traccia resta la stessa», avverte Mancini. Che deve però provare alcuni giocatori. Nessuna novità, solo minutaggio per chi di solito parte dalla panchina. C’è da vedere altri terzini. I titolari sono Florenzi ed Emerson, a Palermo tocca a Di Lorenzo e Biraghi. Rientra, accanto a Bonucci, Romagnoli che non ha più alcuna certezza. Acerbi è avanti, da febbraio torna Chiellini, Mancini e Izzo sono rivali credibili per l’Italia che attacca con il 3-2-5 e il terzino destro spesso fa il centrale. Davanti Immobile, capocannoniere del campionato, si riprende il posto da centravanti, lasciato nell’ultima partita all’amico Belotti che con l’attuale ct ha segnato di più (5 gol a 1). Chiesa, nel tridente, ha giocato spesso dall’inizio. Lo farà pure stasera, quasi sicuramente a sinistra, cioè dove sta di solito Insigne: da lì ha più chance di finalizzare. Da individuare l’esterno destro. Orsolini è pronto ad entrare in corsa e a debuttare (sarebbe il 23° di questa gestione tecnica). Ma la sorpresa, su quel lato, potrebbe essere Zaniolo. Lì è decollato con Fonseca. Dalla fascia: già 5 gol (4 in serie A e 1 in Europa League). La tentazione c’è, anche se qui è stato sempre considerato mezzala. Ma, nel precedente raduno, è stato provato, solo in allenamento, sulla fascia. Il ripensamento ci sta. Anche perché la formula con il doppio play non si tocca. Accanto a Jorginho, dunque, l’aiuto regista. Magari proprio Tonali per farlo abituare al calcio dei grandi: dopo l’esordio in Bosnia, la possibile nuova chance. Nel centrocampo migliore, con la conferma di Barella. L’Armenia, intanto, ha cambiato il ct: via Gyowlbowdagyanc dopo il pari con il Liechtentein e il ko con la Finlandia. Il nuovo è Khashmanyan: inizio con sconfitta, venerdì scorso, in casa con la Grecia (0-1). Non c’è Mkhitaryan, fermo da fine settembre e pronto a tornare. Con la Roma, però. Ultimo aggiornamento: 17:24


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