Inter, l'arte della sofferenza per spaventare la Juventus

Lunedì 2 Dicembre 2019 di Salvatore Riggio

È sempre più l’Inter di Antonio Conte. Non c’erano dubbi tre mesi fa nelle prime uscite stagionali, non ce ne possono essere adesso. Ai nerazzurri basta dominare un tempo contro la Spal per sorpassare la Juventus al primo posto, in attesa del big match di venerdì sera a San Siro contro la Roma. L’Inter è una squadra ben organizzata, cinica, letale. Nel corso delle settimane - ed ecco qui l’effetto Conte più evidente - ha imparato a soffrire, a subire il ritorno degli avversari, ma senza mai dare la sensazione di crollare. Anzi, fa sfogare la Spal, che accorcia con Valoti, ma poi si riprende e torna la squadra famelica, compatta, veloce, tanto da sfiorare più volte il terzo gol, soprattutto con Lautaro Martinez. L’argentino è un altro giocatore rispetto a quello della passata stagione, della gestione centellinata di Luciano Spalletti. Ha trovato in Lukaku il suo partner offensivo perfetto. Quando sta bene, il belga è tra i giocatori più utili del mondo, anche quando non segna. I due assist (il secondo, di esterno, bellissimo) contro lo Slavia Praga lo hanno dimostrato, ma anche ieri con la Spal, Lukaku non ha mai smesso di lottare, di inserirsi in area creando spazi, di giocare 10 metri dietro Lautaro Martinez, lasciato libero di finalizzare. Questa è un’Inter che sta bene, che gioca con intensità, costruita per vincere, non solo per dare fastidio alla Juventus, palesemente in difficoltà. I nerazzurri sono la macchina perfetta di Conte, che tra un mese chiederà rinforzi sul mercato per contrastare l’emergenza infortuni. I primi del 2020 saranno per l’ex ct dei mesi importanti perché ora che ha conquistato il primato, non si può più nascondere. Ironia della sorte, alla Juventus i suoi ex calciatori (Buffon in primis) avevano intuito tutto dal giorno del suo sbarco alla Pinetina: vincere il nono scudetto di fila per i bianconeri sarebbe stata impresa davvero ardua.

Ultimo aggiornamento: 12:14


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