Le mani di Sarri sulla Juventus e il nono titolo da conquistare

Martedì 8 Ottobre 2019 di Gianfranco Teotino
Che cosa ci lascia Inter-Juventus? La ragionevole convinzione che quest’anno il campionato non finirà a Natale, ma anche la sensazione che la colonna sonora della Serie A possa continuare a essere una composizione in bianco e nero, la nona sinfonia. Erano in molti a ritenere che l’aggressività, consolidata a tempo di record, della nuova Inter contista potesse sorprendere, almeno in questo primo scontro diretto, una Juventus non ancora aderente alla nuova filosofia di Sarri. E invece, pronti, via e sono stati i bianconeri a mettere subito le mani sulla partita: un bel gol e una traversa da applausi in meno di dieci munti. Un modo di dire: i campioni d’Italia siamo noi e tali intendiamo restare. Stessa vecchia efficacia accompagnata a una qualità di gioco in passato tutt’altro che riconosciuta e gerarchie ristabilite. Negli ultimi due-tre anni sarebbe finita lì. Domenica no. L’Inter non è andata al tappeto, ha assorbito le botte subite e ha provato a ribattere colpo su colpo.
LA FORZA
Non ce l’ha fatta soltanto perché la Juventus è ancora più forte. Ha una potenza di rosa spaventosa. Basti confrontare il monte ingaggio delle due squadre: 294 milioni contro 139, più del doppio. Però… Però il totale degli stipendi non corrisponde al totale dei gol segnati e soprattutto è calcolato sommando le buste paga, si fa per dire, di 27 giocatori, 25 nel caso dell’Inter. Ma in campo ne vanno soltanto 11 alla volta e la differenza perciò già si riduce. Poi ci sono le differenze di motivazione, che a volte riescono a colmare, in parte, quelle di portafoglio. L’opinione generale, un’opinione basata su dati di fatto, è che Conte possa essere un valore aggiunto tale da ridurre ulteriormente le distanze. Un’opinione rafforzata dallo scetticismo che continua ad aleggiare, abbastanza inspiegabilmente, intorno a Sarri. Condita da qualche luogo comune fin troppo frequentato: viene dato per scontato che la Juventus magari continuerà a vincere, ma non potrà mai giocare bene come il suo Napoli. Chissà perché: con i campioni che ha, col tempo potrà giocare anche meglio. La stagione però è lunga e, quando la Champions entrerà nel vivo, eventuali distrazioni potrebbero non essere consentite. Ecco, se il campionato fosse un lungo duello fatto solo di scontri diretti, non ci sarebbe storia: rivincerebbe la Juventus. Ma gli scontri diretti sono due e poi ci sono altre 36 partite. L’Inter di Conte, con la concentrazione e l’applicazione mostrate finora, in queste altre partite di punti ne lascerà pochi. Al contrario di quanto sta facendo finora il Napoli di Ancelotti, che pure era considerato a inizio di stagione un altro pretendente alla successione, almeno a livello dell’Inter. E invece stenta a trovare gli equilibri necessari. Potrà crescere ancora l’Inter? E’ molto probabile: Conte è un perfezionista, troverà il modo di migliorare i movimenti di Lukaku, i meccanismi difensivi, che contro due grandi come Barcellona e Juve hanno lasciato a desiderare, e l’efficacia del pressing offensivo. Il problema per i nerazzurri è che può crescere ancora anche la Juventus… Ultimo aggiornamento: 13:41


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