Coolen Rooney denuncia Rebekah Vardy: la guerra "social" della Wags

Mercoledì 9 Ottobre 2019 di Piero Mei
Coolen Rooney denuncia Rebekah Vardy: la guerra

Coleen Rooney è una Agata Christie 2.0. Quest’ultima, regina del giallo, era espertissima in farmaci e veleni. La bella Coleen lo è in social network. E’ anche una delle più celebri e celebrate fra le Wags, le “Wives&Girlfriends”, cioè le compagne, a vario titolo, dei calciatori. Tutte “stangone”, si sarebbe detto una volta. E’ tra le più “in” anche perché il suo compagno Wayne è uno dei campioni del pallone più bravi e amati d’Inghilterra. Uno che ai suoi inizi di carriera, che sta ora sgocciolando nel calcio degli States, sosteneva “non leggo i libri ma i tabloid, perché ci sono le figure” e che, a un compleanno di Coleen, le regalò come animale da compagnia un elefantino: evidentemente la ragazza abbisognava di una grossa compagnia.

Cresciuta, e venuti di moda i social network, Coleen ci si è fiondata.Il suo profilo Instagram vanta circa 800 mila followers, quello twitter un milione e 260 mila. Li ha resi privati, cioè accessibili solo a chi è approvato. Il che non ha impedito ai tabloid di impossessarsi di storie che la signora andava pubblicando solo per i suoi amici.
Coleen si è messa in testa di scoprire chi fosse la talpa, cioè la spia. Aveva dei sospetti. Per venirne a capo ha studiato tra le possibilità di controllo offerte agli amministratori del profilo: bloccare l’accesso ai non sospettati e consentire l’accesso ai soli possibili Coleenleaks. Il che ha fatto, forse procedendo a scremature successive.
Alla fine è arrivata alla sospettata regina: ha pubblicato storie false, come un allagamento nello scantinato di casa e altre piacevolezze e spiacevolezze, ed ha aspettato che il topo mangiasse il formaggio.

Ora dice Coleen che a cadere nella trappola sia stata la sua amica Rebekah. Questa Rebekah è una “socialité” e Wag anche lei: è la moglie del calciatore Jamie Vardy, il bomber del Leicester con cui Claudio Ranieri scrisse la favola di uno scudetto impossibile.

Anche la bella e stangona Rebekah ha profili su tutti i social, per quanto meno seguiti di quelli di Coleen. La signora Rooney, una volta sicura che i propri sospetti sull’”amica” e collega fossero fondati (sicura da parte sua, s’intende) ha denunciato, sempre via social, la faccenda: Becky si vende le mie storie ai tabloid, ha postato.

L’indagine somigliava a quella di un primo ministro italiano di tanto tempo fa, Prima Repubblica, il quale vedeva pubblicate da un giornale le cifre e le idee sulle manovre. Per scoprire chi fosse il “passacarte” un giorno distribuì ai ministri delle ipotesi di conti, con un bilancio che rappresentava una cifra differente per tutti da qualche parte nel mare di fogli. Quando quella cifrà uscì sul giornale, la talpa venne tanata.

Così fece Coleen, la cui vendetta social è stata mettere in pubblico l’intera faccenda. Immediata l’indignata replica di Rebekah: “Primo: non ho bisogno di soldi e di vendere storie ai giornali. Secondo: potevi telefonarmi prima di indicarmi alla gogna. Terzo: il mio account è stato più volte violato, dunque non so se qualcuno abbia agito a nome mio. Quarto: potevi aspettare a ‘sputtanarmi’, visto che sto per partorire”. Naturalmente questa “social war” ha fatto la gioia dei tabloid e dei tablet, anche perché è venuta in pubblico “a gratis”. Meme e commenti s’inseguono per le allegre comari di Windsor 2.0.

Ultimo aggiornamento: 19:07


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