Il biennio nero di Fonseca: 114 infortuni e non solo per caso

Il biennio nero di Fonseca: 114 infortuni e non solo per caso
di Stefano Carina
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Sabato 1 Maggio 2021, 07:30

I tre infortuni nei primi 37 minuti contro il Manchester United hanno rappresentato un record. Mai, infatti, da quando esiste l’Europa League una squadra era stata costretta ad effettuare 3 sostituzioni nel primo tempo. Probabilmente è da primato anche un altro dato: 114 ko (tra muscolari e traumatici, comprensivi delle ricadute) che la gestione Fonseca lascia in dote (numero tra l’altro in divenire con altre 6 gare da disputare) considerando il biennio trascorso a Trigoria (60+54). Parlare quindi di sfortuna l’altra sera All’Old Trafford stona. Perché può esser sfortunato Pau Lopez che ricadendo dopo una parata si lussa una spalla. Ma gli infortuni di Veretout (dopo appena tre minuti al flessore destro) e Spinazzola (al flessore sinistro) con la malasorte hanno veramente poco a che fare. Senza contare quello di El Shaarawy che aveva già salutato la compagnia alla vigilia del match, anche lui a seguito di un risentimento per un ko pregresso. 
I CARICHI DI LAVORO

Era inevitabile che la stagione post-lockdown presentasse un tributo d’infortuni maggiore. Con le squadre che non si sono mai fermate e i molteplici tornei compressi, in vista dell’Europeo, lo stress fisico era da mettere in conto. Proprio per questo motivo la Roma ha allestito una rosa di 24 elementi (esclusi i giovani e il lungodegente Zaniolo) ai quali a gennaio si sono aggiunti El Shaarawy e Reynolds. A conti fatti, non è bastato. Vien da sé chiamare in causa i protocolli medici di recupero, la gestione effettuata dall’allenatore e dal suo staff, i carichi di lavoro eseguiti in queste settimane, le gare ravvicinate, il tentativo di riavere calciatori prima del previsto (leggi Spinazzola): una serie di elementi che ormai non sono più dettagli ma il cuore del problema. Senza voler andare dietro agli spifferi di Trigoria - che da mesi alimentano perplessità sulle metodologie di allenamento dello staff di Paulo (sedute ridotte, intensità volta al minimo) - visto che ormai, quello del portoghese, va considerato un capitolo chiuso, bisogna pensare a come cambiare le cose in futuro. Detto che la volontà dei Friedkin è quella di mettere mano nello staff medico, affiancando quantomeno un consulente esterno, qualcosa andrà rivisto anche nelle scelte di mercato. La decisione in quest’ultima stagione di puntare su una spina dorsale composta da Smalling (31), Mkhitaryan (32), Pedro (33) e Dzeko (35) attorno alla quale ruotare i giovani in rosa, s’è rivelata un flop. L’usato sicuro (in 4 hanno collezionato 11 stop) con annessa una carta d’identità datata, comporta che all’esperienza facciano da contraltare più rischi a livello di contrattempi. Per informazioni chiedere anche a Pastore. Purtroppo il logorio fisico, ad una certa età, non fa sconti. 

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